12feb

Addio a filo e ago, arriva il Cucibottone

E’ il grande terrore di ogni viaggiatore: ritrovarsi in giro con un bottone della camicia o del pantalone che salta. Non importa se si è in viaggio per turismo o, peggio ancora, per lavoro, si tratta sempre di un piccolo ma quanto mai imbarazzante disguido.  Ci sarebbe sempre il kit di filo e ago, ma innanzitutto bisogna saper cucire, cosa che, diciamocelo francamente, non è proprio da tutti. Ma poi a rendere ancora più problematica la situazione, in particolare per chi viaggia in aereo, ci si sono messe le rigide norme anti-terrorismo, che non permettono di imbracare nessun tipo di metallo, neanche uno spillo, appunto. Ed è proprio così che, nella sala d’aspetto di un aeroporto, a Fulvio Buonavoglia, giovane imprenditore bergamasco di 36 anni, è venuta l’idea del Cucibottone.

“Avevo notato già da tempo – racconta all’Arancia – che il divieto di portare a bordo aghi, aveva mandato in disuso l’utilizzo del kit da viaggio per cucire. Ho pensato allora ad una soluzione pratica e agevole, che potesse superare il problema del metallo e poi aggiungesse estrema praticità al suo uso”. Ed ecco, come detto, che nasce il Cucibottone, un piccolo congegno tutto in nylon rigido, dunque tranquillamente trasportabile anche in aereo, di forma appuntita che serve a fissare i bottoni in un attimo. “Lo può usare anche il maschietto meno avvezzo a cucire – spiega Buonavoglia – perché ci vogliono dai 10 ai 20 secondi per rimettere a posto un qualsiasi bottone. Da quelli delle camicie a quelli dei pantaloni, da quelli delle giacche fino a quelli dei cappotti”. E’ quella che si dice una vera e propria invenzione, tanto semplice quanto rivoluzionaria. Una cosa alla quale tra l’altro Fulvio è avvezzo da tempo, visto che la passione per inventare e brevettare nuovi meccanismi e congegni ce l’ha da tempo.

Fulvio Buonavoglia

Questa volta però, decide non tenere il Cucibottone nel cassetto ma prova a presentarlo in giro, ovviamente dopo averne registrato il marchio. E ottiene subito grande attenzione, in particolare all’Università di Bergamo dove due giovani ingegneri laureandi, Joe Quadri e Alessandra Di Bacco, decidono di svolgere il proprio lavoro di tesi proprio sul Cucibottone. “Una volta laureati – dice Buonavoglia – ci siamo resi conto che avevamo comunque lavorato bene in gruppo, e che c’erano tutte le premesse per continuare a farlo in campo imprenditoriale”. E’ stato così realizzato un vero e proprio prototipo di Cucibottone pronto per essere commercializzato, e soprattutto sono state realizzate le prime accurate indagini di mercato per capire quali sbocchi potesse avere questo nuovo prodotto.

“E le opportunità che ci si sono presentate sono sembrate subito molto interessanti – annuncia Buonavoglia -. Si va da una fornitura di hotel, che possono regalarlo ai propri clienti come accessorio, alle case di moda, che potrebbero inserirlo nei capi di abbigliamento come già oggi avviene con i bottoni di ricambio. Ovviamente poi si è pensato, in linea con l’origine stessa dell’idea, di venderlo negli aeroporti attraverso i distributori automatici. Il tutto – aggiunge il giovane inventore bergamasco – con l’obiettivo finale di entrare nella grande distribuzione e poter vendere il Cucibottone sugli scaffali dei grandi ipermercati. Un passaggio questo però al quale potremo arrivare quando avremo la forza di sostenere le necessarie spese per marketing e pubblicità”.

cucibottone_2

E allora, prima di sbilanciarsi inutilmente, i tre ragazzi hanno deciso di fare un passo alla volta. A breve dunque daranno vita ad una srl ordinaria, con un capitale di 10mila euro, frutto dei premi e dei riconoscimenti ottenuti in questi mesi in varie competizioni di start up in cui il Cucibottone ha riscosso successo e apprezzamenti. “Inoltre – fa sapere ancora Buonavoglia – abbiamo intenzione di sfruttare dei fondi regionali per l’imprenditoria e mettere insieme un finanziamento di circa 120mila euro che ci dovrebbe permettere di avviare in maniera efficace l’attività”. Per il momento ovviamente, lo stampo in serie del Cucibottone verrà affidato ad una società esterna, mentre la nuova srl dei tre giovani imprenditori si occuperà delle questioni amministrative e commerciali. “Anche se – conclude con realismo Buonavoglia – per una distribuzione più efficace vorremmo affidarci ad una rete di vendita già sperimentata”. E che dire allora, in bocca al lupo per questa avventura, e per noi viaggiatori, d’oggi in poi mai più in giro senza il Cucibottone.

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