10dic

Agricoltura: 21 mila posti per i giovani coi nuovi Psr

Ventunomila posti di lavoro in più. In agricoltura. E’ questa la stima di Coldiretti dopo l’approvazione da parte dell’Unione europea dei Psr (Piani di sviluppo rurale) presentati dall’Italia.

 

Con il via libera comunitario, sottolinea l’associazione, quasi 21 miliardi di euro saranno destinati fino al 2020 alle campagne, suddivisi in interventi regionali a sostegno non solo del primo insediamento dei giovani, ma anche all’ammodernamento delle imprese e al sostegno delle filiere corte. A questi si affiancheranno interventi nazionali particolarmente importanti, quali la gestione del rischio, il piano irriguo e la biodiversità animale.

 I primi bandi per i giovani sono già partiti in Toscana con 1800 domande presentate da giovani, mentre in Emilia Romagna se ne contano sino ad ora oltre 500. Presto le opportunità si apriranno in tutte le Regioni.

 

Gli interventi, che si rivolgono a giovani agricoltori tra 18 e 40 anni non compiuti, possono arrivare ad offrire fino a 70.000 euro a fondo perduto per iniziare l’attività, oltre a un contributo a fondo perduto sugli investimenti aziendali, che può arrivare sino al 60%.

 

I giovani potranno accedere inoltre a tutte le altre misure previste dai PSR, come la consulenza aziendale o la formazione con criteri di priorità.

 I giovani della Coldiretti hanno costituito un’apposita task force che opera anche a livello territoriale, per sostenere i giovani interessati con tutte le informazioni, ma anche tutor, corsi di formazione e consigli per accesso al credito.

 

“C’è un intero esercito di giovani che sta prendendo in mano un settore considerato vecchio, saturo e inappropriato, per immaginare prospettive future e costruire un Paese migliore per sé stessi e per gli altri” ha affermato Maria Letizia Gardoni, delegata dei giovani della Coldiretti, precisando che “in questo contesto i piani di sviluppo rurali (PSR) rappresentano uno strumento utile per continuare ad incrementare la presenza delle nuove generazioni nelle campagne italiane. Uno strumento che però deve essere leggibile e di facile interpretazione, che sia oggetto di semplificazione per facilitare l’avvicinamento delle giovani imprese alle opportunità offerte dal settore agricolo.”

 

Una risposta alla crescente domanda di agricoltura da parte dei giovani che, secondo un sondaggio Coldiretti/Ixè, nel 57% dei casi oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18%) o fare l’impiegato in banca (18%). Si tratta di un sostegno alla competitività dell’agricoltura, poiché le aziende agricole condotte dai giovani possiedono: una superficie superiore di oltre il 54% alla media; un fatturato più elevato del 75% della media; il 50% di occupati per azienda in più.

 

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