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Agricoltura: arriva il master della Bocconi per i contadini 2.0

Contadini 2.0 si diventa, non si nasce. Si sa che l’agricoltura è ormai una voce determinante del pil, probabilmente l’unica in sostanziale crescita.

 

Nel corso del secondo trimestre del 2016, infatti, il settore agricolo è cresciuto infatti dell’1,8% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, a fronte di un più esiguo +0,8% che ha interessato l’intera economia italiana (nell’ultimo trimestre 2015 addirittura la crescita era del 3,7%). L’occupazione negli ultimi tre mesi considerati è poi cresciuta del 6,5% a fronte del 2% generale.

 

A far bene sono soprattutto i giovani, sempre più interessati a questo settore poco considerato solo qualche anno fa. Quasi il 10% delle nuove imprese condotte da under 35 nate nel secondo trimestre del 2016 opera infatti in agricoltura. Secondo i dati Coldiretti, 1 azienda agricola su 3 è condotta da giovani che rappresentano una nuova generazione di contadini, allevatori, pescatori e pastori che costituiscono uno dei principali vettori di crescita del settore agroalimentare italiano grazie ad una capillare e rapida acquisizione dei processi innovativi.

 

Secondo una analisi della Coldiretti/Ixe’, tra le new entry giovanili nelle campagne, ben la metà è laureata, e le aziende agricole dei giovani hanno una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più.

 

“C’è un intero esercito di giovani che hanno preso in mano un settore considerato vecchio, saturo e inappropriato per immaginare prospettive future e ne hanno fatto un mondo di pionieri, rivoluzionari, innovatori e attivisti impegnati nel costruire un mondo migliore per se stessi e per gli altri”, ha affermato Maria Letizia Gardoni, delegata dei giovani della Coldiretti nel sottolineare che “dai campi non viene solo una risposta alla disoccupazione e alla decrescita infelice del Paese, ma anche una speranza alla sconfitta dei troppi nostri coetanei che sono costretti ad espatriare”.

 

Così ora, a dimostrazione di una professione sempre più contemporanea e slegata da un passato che sembra molto lontano, arriva il master della Bocconi dedicato ai nuovi contadini. Si chiama “Agribusiness development management program” e parte il 25 novembre presso il prestigioso ateneo milanese.

 

Distribuito tra lezioni in aula, apprendimento telematico e esperienze (letteralmente) sul campo, il programma si pone l’obiettivo di dotare imprenditori e aspiranti imprenditori agricoli di strumenti fruibili e concreti per l’organizzazione, gestione e sviluppo dell’azienda agricola.

 

“Il mercato si amplia e cambia” si legge sul sito del programma, e “solo un agricoltore che sia anche manager può mettere in campo gli strumenti per sfruttare le condizioni del contesto a suo vantaggio e aumentare la competitività dell’azienda”. Comprendere i rischi del business, pianificare  attentamente e innovare continuamente, capire il mercato e la domanda che cambia, controllare i costi, creare un marchio sono competenze indispensabili che il settore agricolo ha a lungo trascurato. Ma anche “accedere al credito e pianificare gli investimenti richiede progetti credibili e la capacità manageriale di generare margini”. Insomma il contadino 2.0 è soprattutto un manager e come tale ha bisogno di strumenti nuovi, e la Bocconi puntuale propone un corso avanzato. Il corso è destinato a imprenditori o aspiranti tali, e sono previste borse di studio finanziate dalla Fondazione Boroli e da Syngenta. Tutte le informazioni qui.

 

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