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Agricoltura: crescono le coltivazioni e i consumi in nome di Bio.

Tra italiani e biologico continua la “storia d’amore”. Lo dice una ricerca da poco presentata da Firab – Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica. A dispetto della crisi, il biologico accelera – grazie anche allo spread dei prezzi con gli alimenti convenzionali che è più contenuto rispetto al passato – e negli ultimi venti anni ha fatto registrare una crescita a più cifre: +250% in valore, contando sull’11% della superficie coltivata nazionale.

 

Circa 1,4 milioni di ettari sono passati dall’agricoltura convenzionale a quelli biologica, vedendo in breve tempo aumentare anche la biodiversità dei campi del 34%, stimata come incremento del numero di specie presenti, dai batteri alle piante fino ai mammiferi e agli uccelli, secondo uno studio dell’Università di Oxford. I dati dimostrano che il settore della produzione biologica risponde bene, non solo alle nuove richieste del consumatore di prodotti sani, buoni, sicuri, equi e sostenibili, ma anche a generare maggiori opportunità di lavoro: si stima un 10-20% in più di addetti per ettaro rispetto all’agricoltura convenzionale.

 

Altri dati: due famiglie su tre, ovvero 18,4 milioni di famiglie italiane su un totale di 24,6 censite dall’Istat, acquistano prodotti bio almeno una volta, secondo una ricerca Nielsen, e tra questi, risultano 3,2 milioni di acquirenti abituali (+14,8% nell’ultimo anno), e altri 3,2 milioni (+8,4%) che lo acquistano una volta al mese. Prevalentemente sono donne, maggiormente del Nord Italia, di età compresa tra i 25 e i 44 anni e fra i 55 e i 64 anni. Una crescita di responsabilità e consapevolezza nelle scelte degli acquisti che, seppure deve fare i conti con un ridotto potere d’acquisto, vede l’affermarsi e il continuo rafforzarsi delle vendite di prodotti che interessano l’area della salute, del benessere e, soprattutto, del bio.

 

 

Risultato: più 16% le vendite di prodotti bio nella GDO nei primi 4 mesi del 2015 secondo gli ultimi dati Ismea-Nielsen. Una tendenza dei consumi confermata anche da Nomisma: crescita del 12,6%, nel 2014, per quanto riguarda tutte le vendite delle referenze a marchio biologico. Ciò emerge anche tra le motivazioni di scelta dei prodotti bio, sulla base dei risultati del sondaggio svolto dalla Biodomenica nella scorsa edizione: ai primi posti quelle legate a ragioni di salute, per evitare prodotti chimici, a ragioni etiche e di rispetto dell’ambiente. Si guarda sempre di più al km zero e alla provenienza locale e garantita dei prodotti bio acquistati e si ricorre al prodotto importato solo in mancanza dell’equivalente italiano per due italiani su tre che acquistano bio. Una scelta di vita che spesso rappresenta anceh un’ottima occasione di business per chi si vuole lanciare nel settore dell’agricoltura.

 

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