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Agricoltura: arriva il fondo da 20 milioni per le start-up

Un fondo da 20 milioni di euro per le start-up agricole italiane. È questa la novità annunciata dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.

 

“Investiremo 20 milioni di euro da settembre per finanziare start-up agroalimentari italiane che sappiano innovare e proporre soluzioni per il nostro modello agricolo. La sfida del futuro – ha affermato il Ministro Maurizio Martina – si gioca proprio nel saper interpretare la tradizione con nuovi strumenti. L’agroalimentare è un settore dinamico che attrae sempre più energie giovani e il nostro ruolo oggi deve essere quello di favorire lo sviluppo, attivare filoni di ricerca anche tecnologica che sappiano supportare al meglio le esigenze delle imprese del settore. Vogliamo anche lavorare molto sulle infrastrutture, investendo 500 milioni di euro di risorse europee e pubbliche per portare internet veloce con la banda ultralarga nelle zone rurali. Dobbiamo assolutamente recuperare terreno, perché dare impulso a processi di innovazione è strategico per sostenere la crescita del settore e sfruttare al meglio le occasioni che abbiamo davanti, facendo del 2015 un anno di svolta anche su questo fronte”.

 
“L’obiettivo – ha sottolineato il Direttore generale di Ismea, l’ente pubblico che si occupa di agricoltura, Raffaele Borriello – è quello di convogliare verso un progetto giudicato innovativo e con elevate potenzialità di crescita risorse pubbliche e private, coinvolgendo players come i venture capitalist, business angel, early stage financer e altri soggetti in grado non solo di apportare un contributo finanziario all’azienda ma di trasferire anche il know how necessario per la sua affermazione sul mercato.”

 

Si tratta di un fondo finalizzato a sostenere economicamente, attraverso canali alternativi e complementari a quello bancario, gli investimenti per la nascita di imprese con caratteristiche di innovazione di prodotto, di modello di business o di mercato di riferimento e che generino adeguate ricadute a livello occupazionale. Per le start-up, il Fondo di investimento nel capitale di rischio gestito dall’Ismea opera assumendo direttamente partecipazioni di minoranza nel capitale aziendale (equity). Requisito di base, oltre ad un business plan convincente, è anche l’apporto di capitali privati pari ad almeno il 30% dell’intervento finanziario complessivo.Il fondo si rivolge in particolare ai giovani, affiancando il set di strumenti finanziari che Ismea già mette a disposizione degli under 40 per l’acquisizione della base fondiarie e lo sviluppo di efficienti imprese agricole.

 

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