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Agricoltura, le novità per under 35 (e non solo)

Novità in vista per chi vuole cimentarsi in agricoltura (o per chi già possiede una piccola azienda agricola).

 

Il “Decreto competitività” del 24 giugno appena pubblicato nella Gazzetta Ufficiale prevede infatti una serie di facilitazioni per giovani (e non solo). Si tratta soprattutto di facilitazioni fiscali che potranno sostenere ulteriormente questo settore (uno de pochissimi in attivo, ricordiamolo).

 

Vediamo meglio nello specifico queste misure: si parte da un credito di imposta per chi investe nel commercio elettronico; qui lo Stato riconoscerà il 40 per cento delle spese sostenute (fino a 50 mila euro) per il triennio 2014-2016 per investimenti nelle infrastrutture informatiche per il potenziamento del commercio elettronico;

 

per chi invece punta su innovazioni di prodotto e sulle reti di imprese è previsto credito di imposta fino al 40 per cento delle spese sostenute – fino a 400.000 euro – sempre per il triennio 2014-2016, per investimenti in nuove reti di imprese.

 

Un’altra novità riguarda la detrazione per gli affitti di terreni agricoli: dall’anno in corso scatta infatti una detrazione del 19 per cento delle spese sostenute per i canoni di affitto di terreni agricoli (fino a 1.200 euro all’anno) a favore di coltivatori diretti o imprenditori agricoli di età inferiore a 35 anni.

 

Misure che si sommano a quelle precedenti varate dal Governo: ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, infatti, con il Decreto Agricoltura e Ambiente, il D. L n. 91/2014, ha introdotto un incentivo all’assunzione di giovani lavoratori agricoli di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, privi di un lavoro da almeno 6 mesi o privi di diploma. L’agevolazione, riconosciuta dall’Inps, consiste nella riduzione dei contributi da versare nella misura di un terzo della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali del lavoratore. Tutte misure di cui bisognerà verificare l’efficacia nel tempo, ma che comunque testimoniano la volontà politica di riportare l’agricoltura al centro dell’agenda politica: del resto il settore si conferma come trainante: le ultime cifre lo collocano a quota 260 miliardi di euro, pari a oltre il 17% del pil nazionale.

 

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