09mar

Agricoltura: scendono in campo i giovani, qui non serve il jobs act.

Cresce il lavoro nell’agricoltura. Nonostante la pessima annata che ha visto il crollo delle attività di raccolta e in barba al perdurare della crisi, l’agricoltura si conferma settore in controtendenza con un incremento dell’occupazione dell’1,6 per cento nel 2014, secondo un’analisi della Coldiretti su dati Istat. Si tratta del miglior dato a livello nazionale tra i vari settori. Ad aumentare in campagna è soprattutto il numero di lavoratori dipendenti (+2,4 per cento, con punte del 23,9 al Centro), ma crescono anche quelli indipendenti (+0,7 per cento).

 

Un incremento che è ancora più netto se si considera il solo IV trimestre, dove gli occupati sono addirittura aumentati del 7,1 per cento. Nello stesso periodo si registra, al contrario, una vera e propria fuga dalla grande industria.

 

Ma bene anche i giovani. Una situazione che conferma la dinamicità del settore nel combattere la disoccupazione anche grazie alla capacità di attrarre le nuove generazioni. Lo dimostra il fatto che nell’ultimo trimestre del 2014 le imprese agricole condotte da giovani con meno di 35 anni sono salite a 49871 con un aumento dell’ 1,5 per cento dal punto di vista congiunturale, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere. Insomma si potrebbe ironizzare che l’agricoltura italiana ha il “jobs act” incorporato.

 

Ma continua a rappresentare uno sbocco sempre più interessante anche come settoe di studi. Gli istituti agrari che fanno segnare quest’anno un aumento record del 39 per cento dall’inizio della crisi nel 2007/2008. Non a caso, secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’ il 57 per cento dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18 per cento) o fare l’impiegato in banca (18 per cento).

 

“Le campagne possono offrire prospettive di lavoro sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare una occupazione anche temporanea” ha spiegato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che “l’esperienza dimostra che molti giovani hanno saputo riconoscere ed incarnare le potenzialità del territorio trovando opportunità occupazionali, ma anche una migliore qualità della vita”. Ora la sfida – conclude Moncalvo – è portare il valore della trasparenza nelle filiere fino alla grande distribuzione per garantire a tutti gli agricoltori la giusta redditività”.

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