05ago

Agricoltura, se la Lombardia va in “Borsa”

Agevolare la vendita di prodotti agricoli e agroalimentari a livello internazionale, informare su andamento dei prezzi e dei mercati e garantire la chiarezza e la trasparenza delle contrattazioni: sono alcune delle opportunità fornite dalla piattaforma telematica pilota che è stata realizzata da Borsa merci telematica italiana S.c.p.A., Agrimercati società partecipata della Camera di commercio di Milano e Farm computer system S.r.l. con il finanziamento di Regione Lombardia e Unione europea.

 

Il sistema funziona come un vero mercato internazionale telematico.

 

Consentirà infatti a operatori e intermediari italiani ed esteri che operano nel settore delle contrattazioni di prodotti agricoli di inserire le proprie offerte di prodotto, visualizzare quelle di altri operatori, fare delle controproposte e concludere contratti secondo le norme del commercio internazionale. La piattaforma è stata sperimentata per alcuni prodotti ortofrutticoli (patate e patate dolci, cachi, cotogne, fichi, kiwi, mele, melograni e pere) con Italia, Tunisia ed Egitto come Paesi coinvolti nella sperimentazione.

 

Si tratta della prima sperimentazione a livello mondiale, e parte in questi giorni dal Mediterraneo.

 

Perché il Mediterraneo rappresenta per l’Italia, e soprattutto per la Lombardia, il bacino di scambio più importante; dalle elaborazioni della Camera di commercio di Milano su dati Istat e Registro delle imprese  si scopre infatti che il valore dell’interscambio italiano di prodotti agricoli è di 13,4 miliardi di euro, e che a farla da padrona è la Lombardia. La regione conta infatti per il 17% sull’intero import italiano (1,4 miliardi, -7,8% in un anno) e il 6% sull’export (285 milioni, +2,2%). Milano, Brescia e Bergamo sono le province che importano di più, seguite da Mantova.

 

E, tra le zone del mondo, l’Africa mediterranea ha pesato sull’interscambio lombardo per circa 12,6 milioni di euro, di cui oltre 10 milioni di prodotti agricoli che la Lombardia ha importato soprattutto dall’Egitto (76,1%) e dalla Tunisia (12,7%).

 

Verso questi stessi due Paesi arabi si sono poi diretti rispettivamente il 33,5% e il 20,3% delle esportazioni agricole lombarde.

 

E sono oltre 400 gli imprenditori provenienti da Egitto e Tunisia che operano nel settore agricolo in Italia, per il 91% tunisini. Un imprenditore su due (54,3%) è attivo in Sicilia, uno su sette (14,5%) in Lazio, e la Lombardia ha il record per gli imprenditori egiziani (uno su quattro). Insomma, il ruolo dell’agricoltura lombarda e italiana è in crescita, e adesso, con questo nuovo strumento, si cercherà di aumentare ulteriormente gli scambi con i nostri partner commerciali più importanti, a supporto di un settore, l’agricoltura, che continua ad essere in controtendenza rispetto al clima depressivo dell’economia italiana.

Leggi anche: