13feb

Agriturismo: tutti i numeri di un settore in crescita

Agriturismo, numeri da record. Secondo l’Istat, le aziende agrituristiche continuano a salire. Nell’ultima rilevazione relativa al 2013 si vede che le aziende agrituristiche sono 20.897, 423 in più rispetto al 2012 (+2,1%).

 

Rispetto al 2012, il numero di agriturismi aumenta soprattutto nel Nord (+6,1%) e meno nel Centro (+1,1%), mentre cala nel Mezzogiorno (-2,1%). Interessante anche che il 42,1% degli agriturismi con alloggio, il 46,9% di quelli con ristorazione e il 43,8% degli agriturismi con degustazione è localizzato nel Nord, mentre il 41,9% delle aziende con altre attività agrituristiche è situato nel Centro.

 

La Toscana e l’Alto Adige, con 4.108 e 3.098 aziende, si confermano i territori in cui l’agriturismo risulta storicamente più consistente e radicato.

Più di un’azienda agrituristica su tre è poi a conduzione femminile; la maggiore concentrazione si rileva in Toscana, con 1.675 aziende, pari al 40,8% del totale regionale e al 22,5% del totale nazionale degli agriturismi gestiti da donne.

 

Agriturist, divisione della Confagricoltura, sottolinea come due milioni e mezzo di turisti scelgono ogni anno la campagna italiana. Nel 2013 gli arrivi negli agriturismi sono stati 2,460 milioni, pari al 2,3% del totale degli arrivi in Italia.La permanenza media in agriturismo è di 4,35 giorni, superiore alla media italiana (3,62 giorni).

 

L’agriturismo italiano piace infatti in particolare ai turisti stranieri, che rimangono in media 5,6 giorni rispetto ai 3,3 giorni degli italiani. E però questa gallina dalle uova d’oro non vien sfruttata al meglio. “L’Italia turistica nell’ultimo decennio è rimasta al palo, perché incapace di reggere il passo con i concorrenti” dice il presidente di Agriturist, Cosimo Melacca.  “Abbiamo tutte le carte in regola per avere il successo, ma serve un progetto serio, ancor più nell’anno di Expo, che ha come tema proprio la nutrizione e quindi quello che l’agricoltura produce. Iniziative capaci di sviluppare il turismo nazionale, riconquistando ciò che ci spetta per il nostro patrimonio di storia e di esperienze”.

 

“Per dare valore a questo nostro patrimonio – dice il numero uno dell’agriturismo italiano  – non servono tante fiere, soprattutto quando dimenticano il valore dell’agriturismo. Occorre fare essenzialmente tre cose, ma farle presto e sul serio: c’è bisogno del piano strategico del turismo italiano, di una Consulta e di un Osservatorio veri, capaci di farci competere sui mercati internazionali. Solo attraverso un progetto responsabile e iniziative capaci di sviluppare l’agriturismo e il turismo riusciremo a riconquistare il successo internazionale che le nostre aziende agrituristiche meritano”.

 

“L’agriturismo – conclude Melacca – è l’antitesi, l’opposto del turismo di massa, tutto uguale dovunque si va. Racchiude ed esalta l’Italia maggiore e quella “minore”, sempre inimitabile, piena di sapori e saperi unici, ognuno dei quali racchiude la storia del suo territorio e delle sue tradizioni. Nelle nostre campagne offriamo un’esperienza di turismo straordinaria, e per questo esclusiva, che permette  cogliere autenticità e peculiarità dei nostri luoghi, sempre diversi e sempre eccezionali”.

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