16feb

Airbnb, tutti i numeri di un successo partito da un loft

Quattro milioni di ospiti, 11 nuovi uffici aperti, 300 mila offerte di alloggio. Sono i numeri di Airbnb, il maggior portale mondiale di offerta di alloggi, che rappresenta anche una delle startup più interessanti degli ultimi anni. Le cifre sono contenute nel rapporto annuale della società californiana, in una divertente infografica.

Airbnb è un portale online e una community che mettono in contatto persone da tutto il mondo che cercano un alloggio a breve termine con altre persone che hanno uno spazio extra da affittare, generalmente privati. La storia è interessante: la società è stata aperta nell’ottobre 2007 da tre studenti della Rhode Island School of Design, Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk. I tre si erano trasferiti a San Francisco dove avrebbe avuto luogo un importante evento sul design, e tutte le camere d’albergo nelle vicinanze erano state prenotate. Secondo il motto della loro facoltà, “la creatività può risolvere i problemi”, hanno deciso di dare in affitto giornaliero il loro loft insieme ad una gustosa colazione e a un pizzico di ospitalità locale a un paio di simpatici sconosciuti che avrebbero partecipato all’evento. 

L’esperienza si rivela così positiva, sia per gli ospiti che per gli ospitanti, che i tre ragazzi decidono di dare il via al “AirBed&Breakfast project”. Dopo un anno (agosto 2008), Airbnb fa il suo esordio online e, passo dopo passo, cresce sino a diventare ciò che è oggi. A Giugno del 2012 contava oltre 26.000 città in 192 paesi e ha festeggiato i 10 milioni di notti prenotate in tutto il mondo. Gli annunci oggi includono stanze private, interi appartamenti, castelli, ville, barche, baite, case sugli alberi, igloo, isole private e qualsiasi altro alloggio. Si va dai 10 dollari al giorno per una stanza a Brooklyn ai 10 mila dollari per un intero castello in toscana. Il successo è stato immediato: nel 2010, il famoso loft dei fondatori divenne l’ufficio dell’azienda. Il resto si può leggere nell’infografica della società. Tra i finanziatori c’è anche Ashton Kutcher, l’attore hollywoodiano che in realtà è uno dei più solerti “cacciatori” di start-up della silicon valley.

Il segreto di Airbnb è fatto probabilmente dai prezzi bassi e dalla possibilità di vivere la città come se si fosse sempre abitato lì. I prezzi bassi a loro volta sono dati dalla concorrenza perfetta tra i vari annunci: ma molto fa anche la simpatia e la disponibilità dei padroni di casa, che vengono valutati con un rating dagli utenti. Prendere parte alla community di Airbnb è quanto di più semplice possa esserci. Basta collegarsi al sito, cercare gli alloggi disponibili nella città in cui volete recarvi e, una volta trovato quello che fa al caso vostro, vi metterete in contatto con il proprietario dell’alloggio (o della casa o della stanza). Una volta tornati a casa, invece, potrete lasciare il feedback sulla vostra permanenza. E tornare a cercare una casa per la vostra prossima meta vacanziera.

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