09nov

Apprendistato, arrivano gli incentivi per le piccolissime imprese

Aziende manifatturiere italiane, largo ai giovani. È questo lo slogan che verrebbe voglia di lanciare di fronte alle nuove opportunità, offerte alle piccole imprese nostrane, di assumere apprendisti con agevolazioni molto significative. Un’occasione davvero allettante dunque per aumentare la propria forza lavoro e per offrire contemporaneamente  a giovani specializzandi una chance d’impiego. La normativa a cui ci riferiamo era contenuta nella vecchia legge di stabilità del 2011, ma solo qualche giorno fa, grazie ad una specifica circolare dell’Inps, ha trovato la sua definitiva attuazione.

Il provvedimento fondamentale prevede che aziende fino a 9 dipendenti possano assumere apprendisti con sgravi fiscali che saranno del 100% per i primi tre anni, e che diventeranno del 10% dal quarto e fine alla conclusione del contratto di apprendistato.

Tra le condizioni da tenere ben presente per chi volesse sfruttare queste agevolazioni, ci sono quelle legate alla presenza di lavoratori già specializzati in servizio. Ebbene, il numero di apprendisti che sarà possibile assumere non potrà mai essere superiore al 100% degli operai qualificati già presenti in azienda. Nel caso poi questi ultimi dovessero essere del tutto assenti o in numero inferiore a tre, allora non sarà possibile chiamare a lavorare più di tre apprendisti a condizioni agevolate. La legge tra l’altro precisa che nel computo complessivo degli apprendisti attivi nell’impresa dovranno essere conteggiati anche quelli utilizzati per tramite di agenzie di somministrazione di lavoro. Una precisazione che potrebbe apparire di poco conto, se non fosse che in realtà implicitamente per la prima volta si aprono le porte all’assunzione di apprendisti in somministrazione, una pratica che prima la legge escludeva. Dunque aumentano le strade di accesso all’apprendistato: oltre alla chiamata diretta infatti, ora si potranno sfruttare anche le opportunità offerte dalle agenzie di lavoro interinale. Quello che resta confermato è che, in entrambi i casi, saranno garantite le agevolazioni fiscali. L’unica eccezione riguarda invece gli apprendisti attinti dalle liste di mobilità, per i quali le agevolazioni non varranno, ma per il semplice fatto che per loro esiste già una normativa speciale in questo senso. Chissà dunque che questi nuovi incentivi non facciano scoprire finalmente anche in Italia il valore di un percorso di formazione al lavoro come quello dell’apprendistato, finora fin troppo sottovalutato.

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