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Artigiani 2.0: un po’ produttori un po’ makers, ecco il loro manifesto

Otto punti che disegnano l’identità dell’imprenditore artigiano per proiettarlo in un futuro sempre più tecnologico e digitale.
 E’ il ‘Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’ presentato il 10 maggio a Milano da Confartigianato in occasione dell’Assemblea dei Giovani Imprenditori. Che si è tenuta presso gli spazi dell’Italian Makers Village di Milano, per sottolineare che gli artigiani 2.0 sono i makers del futuro.

 

Il Manifesto fotografa il ‘Dna’ dell’artigianato, estraendo gli 8 ‘geni’ che ne hanno caratterizzato la storia millenaria e che lo rendono protagonista dell’economia globalizzata.
 “Siamo partiti da una analisi di chi siamo – ha spiegato il Presidente dei giovani imprenditori Marco Nardin – abbiamo fatto questo percorso in tutta Italia, abbiamo raccolto le sensazioni e i mal di pancia che ci sono nelle imprese. Abbiamo anche visto, però, che c’è una forte voglia di innovazione e di essere protagonisti dell’economia italiana. Ecco, tutto questo l’abbiamo racchiuso in un Manifesto fatto di otto punti, che abbiamo lanciato a Milano. Sono i nostri otto valori fondamentali, i valori dell’artigiano del XXI secolo. Abbiamo deciso di ripartire da questi otto valori – ha aggiunto – perché siamo consapevoli che l’innovazione e la digitalizzazione faranno fare un passo in avanti a tutto Paese. Ora, però, chiediamo che anche le istituzioni se ne rendano conto e facciano la loro parte”.

 

A cominciare dall’obiettivo dell’artigiano che consiste nel realizzare prodotti e servizi ben fatti. Per continuare con il suo stretto rapporto, naturale e costitutivo, con il bello e con l’arte. Nel patrimonio genetico dell’artigiano c’è poi la continuità nel tempo con ciò che produce e il suo lavoro ha un valore di per sé e il profitto è strumento, non fine dell’impresa. Al quinto punto del Manifesto la capacità dell’artigiano di rispettare la tradizione coniugandola con una forte propensione all’innovazione. E ancora, la forte vocazione al lavoro di squadra tipico della cultura artigiana. La tecnologia, poi, è lo straordinario strumento di lavoro utilizzato per rafforzare la produzione artigiana che si realizza, all’ottavo punto del Manifesto, in un luogo di lavoro che è parte integrante del territorio in cui opera l’imprenditore. Puntare sulle micro imprese artigiane è importante anche perché al netto di una timida ripresa, il settore non va bene: nel primo trimestre dell’anno infatti le imprese artigiane e le microimprese segnano un calo della produzione del 2,9% contro un + 0,5 delle “grandi”.

 

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