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Avere 1 euro? È una bella impresa

Aprire un’impresa con un solo euro. Non è uno slogan di una campagna pubblicitaria, ma un’opportunità che il governo offre ai giovani grazie alla nascita delle cosiddette società a responsabilità limitata semplificate (Srls). Questo nuovo modello di impresa infatti si fonda su due pilastri fondamentali: che a costituire l’azienda siano soggetti con meno di 35 anni, e che il capitale vada appunto da un minimo di un euro fino ad un massimo che non superi la quota di 10mila euro.

Altre caratteristiche utili da conoscere per chi intende dare vita a una propria attività indipendente sul modello di una Srls non finiscono qui. Tra le altre agevolazioni di cui i giovani imprenditori possono godere vanno segnalate infatti anche quelle che riguardano le spese ridotte per la costituzione della società: l’atto costitutivo e l’iscrizione nel Registro delle imprese sono esenti da diritto di bollo e di segreteria e la prestazione del notaio è a titolo gratuito. C’è dunque da pagare soltanto l’imposta di registro, pari a circa 168 euro.

Insomma, capitale da un euro, notaio gratis e burocrazia ridotta: premesse interessanti per lanciarsi in una propria avventura imprenditoriale.

E per chi si sentisse davvero stimolato da un progetto di questo tipo, ci sono anche una serie di altre piccole indicazioni da tenere bene a mente, soprattutto per evitare brutte sorprese una volta avviata l’attività. A cominciare ad esempio proprio dalla questione del capitale iniziale, quella che senza dubbio resta la maggiore attrazione. E’ bene tenere presente infatti che nel caso in cui una Srls già costituita dovesse trovarsi ad aumentare il suo capitale sopra i 9.999,99 euro, si trasformerà immediatamente in una classica Srl, con tutte le conseguenze giuridiche che ne discendono. Una circostanza che potrebbe presentarsi anche nel caso in cui uno dei soci dovesse superare i 35 anni di età. Egli dovrà cedere infatti le proprie quote ai soci più giovani, pena il decadimento della Srls. Quando però anche l’ultimo dei soci rimasti dovesse superare tale soglia, allora l’azienda in questione dovrà necessariamente essere trasformata in una normale Srl, il cui funzionamento è regolato dalle apposite norme del codice civile.

A proposito poi di soci e partecipazioni, è bene ricordare che la legge stabilisce che è nullo il trasferimento di quote a soggetti diversi dalle persone fisiche oppure a persone fisiche che abbiano compiuto 35 anni. Questo significa che in una Srls non sono ammesse partecipazioni ad esempio di altre società o di soggetti finanziari.

Detto ancora che gli amministratori della società dovranno essere scelti sempre e solo tra i soci dell’impresa stessa, ci piace sottolineare infine che avviare le procedure per dare vita all’impresa sarà decisamente facile: basterà infatti recarsi da un notaio che utilizzerà un modello di atto costitutivo standard. Insomma, per una volta sembra proprio che la burocrazia si sia fatta da parte per lasciare spazio all’iniziativa imprenditoriale. Adesso occorre vedere come il settore bancario reagirà alla nuova forma societaria: se infatti come capitale sociale basta un euro, per far partire i nostri sogni servono ben altri fondi!

Qualcuno comunque ha già usufruito della nuova Srls investendo proprio…un euro. Ecco due casi interessanti, uno in Lombardia e uno in Puglia. Le loro esperienze e i loro dubbi.

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