10mar

Azienda agricola batte start-up 3 a 1: almeno per le “quote rosa”.

Spesso le start-up sono considerate come l’avamposto della modernità.

E lo sono, almeno tecnologicamente. Non è lo stesso però per quanto riguarda per esempio la presenza femminile. E’ noto che alcune top manager della silicon valley lamentano da tempo che il mondo degli startupper è molto maschile, e si sono indagate le cause di questo problema (vita troppo stressante, propensione al rischio, eccetera).

 

Ma rimanendo in Italia, emergono due dati interessanti. Esplorando il registro delle imprese, nella sezione speciale dedicata alle start-up innovative, emerge che quelle guidate da una donna sono soltanto una su dieci.

 

Le start-up “rosa” secondo i dati Infocamere sono infatti solo 397 su un totale di 3.179. Dunque il 12 per cento circa. Insomma una su dieci.

 

Il dato è interessante soprattutto se messo a confronto con un altro. In occasione della festa della donna, sono arrivati infatti i dati di Coldiretti, che esaminano quanto sono “rosa” le imprese agricole italiane.

 

E quello che si legge è interessante. Sono infatti ben  218.446 le imprese agricole guidate da donne in Italia. Nelle campagne insomma quasi una azienda su tre (29 per cento) è rosa. Dunque nel settore agricolo c’è una presenza femminile che è tre volte quella del mondo hi-tech. Dopo quello del commercio – sottolinea la Coldiretti – è il settore agricolo quello in cui la presenza femminile è maggiore. E il mondo start-up, così moderno e “cool”? E’ ancora molto lontano da queste cifre. Campagna batte start-up tre a uno.

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