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Come si diventa una città per start-up secondo il sindaco di Berlino

Berlino tiene saldo il titolo di città più vibrante d’Europa – qualsiasi ragazzo ha pensato a un certo punto di trasferirsi nella capitale tedesca. Ma se prima era principalmente per la cultura e il divertimento, ora Berlino si prepara a diventare l’hub principale per le nuove imprese europee.

Il sindaco Klaus Wowereit, in carica dal 2001, ha rilasciato un’intervista per McKinsey&Company in cui spiega qual è la sua ricetta per trasformare Berlino nella città delle start-up.

Dice Wowereit che Berlino ha avuto una crescita importante a partire dal 2005, superando gli altri stati tedeschi e diventando prima a livello di occupazione. Questo grazie all’interesse verso settori innovativi – IT, media, creatività, energie rinnovabili tra gli altri – e a investimenti fruttuosi come il polo scientifico di Adlershof http://www.adlershof.de/en/homepage/

Wowereit non lo nasconde: essere la prima città per start-up della Germania non gli basta, vuole che Berlino diventi la prima d’Europa. E senza indugio la definisce una città “unica al mondo.”

Questo è uno sforzo collettivo in cui sono coinvolti “i politici, le grandi compagnie, le organizzazioni che sostengono le imprese, la camera di commercio e le associazioni professionali, e – ovviamente – gli imprenditori,” spiega il sindaco. Altro passo importante è il miglioramento delle politiche di accoglienza per gli stranieri, e l’evoluzione delle università e del loro spirito imprenditoriale, rendendo più semplice la creazione di imprese spin-off. Infine, coordinare i singoli player che si affacciano al mondo delle imprese.

McKinsey, compagnia internazionale di consulenza, ha definito i cinque fattori per far crescere una start-up: talento, infrastrutture, capitale, networking, e reputazione della città in cui è stata fondata l’impresa.

In questo senso, una città come Berlino (o come altre città altrettanto vitali in questo senso, come Londra e Tel Aviv) è solo una parte di ciò che serve alle start-up per tirare avanti, ma ha il suo peso, anche solo per i “cervelli” che è riuscita ad attirate.
 
“Abbiamo tirato fuori Berlino dal suo torpore post-caduta del muro e trasformata in una metropoli cosmopolita, pulsante e attraente. I creativi arrivano in questa citò per realizzare le loro idee collaborando con accademici, economisti, e la società urbana,” spiega Wowereit, che sostiene i punti di forza di Berlino siano principalmente tre: l’apertura, la libertà e la creatività. Se si mantengono questi elementi, allora gli imprenditori continueranno a investire su Berlino – rimanendo un esempio per molte città europee.

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