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Bio-economia, dalla Basilicata al resto del mondo

Sono partiti, oggi, 16 dicembre. Sono quelli della conferenza internazionale di bio-economia, organizzata dall’Alsia, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, e dal Dipartimento Politiche Agricole e Forestali e dal Dipartimento Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata.

 

Innovazione, ricerca, sostenibilità, trasferimento tecnologico per le imprese, e soprattutto per le imprese del Sud.

 

Quella della bio-economia è una strada nuova, e potenzialmente vincente. Un nuovo modo di fare sviluppo, agricolo, industriale, un processo che parla di materie prime locali e di caratteristiche esclusive dei singoli territori. Finanziata tramite il Programma di Sviluppo Rurale della Basilicata, nell’ambito del progetto Ditria per il trasferimento tecnologico, la conferenza di oggi sarà l’occasione per approfondire proprio questo, tutto, il territorio, l’energia, la sostenibilità e lo sviluppo, diciamo il tema della bio-economia a 360 gradi, per comprenderne le opportunità a livello nazionale (e non solo). 

 

Tanti gli ospiti, italiani sì, ma anche tanta Europa.

 

Antonio Di Giulio, capo unità DG Ricerca e Innovazione (a lui il tema della valorizzazione della ricerca e dell’innovazione con approcci territoriali), Lorenza Badiello, direttore dell’ufficio di rappresentanza della Regione Emilia Romagna a Bruxelles, Fabio Fava, delegato nazionale per la bioeconomia nei comitati Horizon 2020, Alessandra Gemmiti rappresentante della Regione Toscana nella rete delle Regioni Europee per l’Innovazione in Agricoltura, Alimentazione e Foreste, Vittorio Maglia del Cluster Spring, Carolin Lange, di Clib 2021, e poi tutti gli altri: Raffaele Liberali, assessore alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata, i referenti di Puglia, Campania, Calabria, Sicilia, Molise, e un panel di Claudio Bogliotti, esperto di politiche europee su ricerca e innovazione, dedicato alla bioeconomia del Mediterraneo con i contributi di Mohamed Bodraoui, direttore generale dell’Inra del Marocco, Selin Arslanhan Memiş, direttore del centro turco per le biotecnologie e Sami Sayadi, direttore generale del centro sulle biotecnologie di Sfax in Tunisia.

 

Non male no? Per favorire poi lo scambio con il mondo delle imprese, in chiusura verrà poi dedicato uno spazio alle principali soluzioni tecnologiche del settore, con Andrea Freschi, Commissario straordinario dell’Alsia, Giulia Gregori, responsabile rapporti istituzionali di Novamont, Aurelia Sole, rettrice Università degli Studi della Basilicata, Luigi Nicolais, presidente del Cnr e Massimo Inguscio, presidente Inrim.

 

Bello l’incontro in Basilicata, bello perché quella della bio-economia, è una realtà che oggi non solo è possibile, ma soprattutto è auspicabile. Filiere integrate, approvvigionamenti sostenibili, biomasse, innovazioni, ‘economie della conoscenza’, tutto a livello locale (certo), ma in un’ottica nuova, globale, transnazionale, e non solo per i piccoli, imprenditori o agricoltori, ma anche (e soprattutto) per i grandi.

Scritto da Redazione il 16 dicembre 2014

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