20feb

Birra: e sai cosa bevi (e magari trovi pure lavoro)

Birra, che occasione. Soprattutto per chi vuol mettersi in proprio. Raggiunge il record di 30 milioni di litri la produzione annuale di birra artigianale Made in Italy, che nel 2014 – in netta controtendenza alla crisi generale – ha contato quasi 600 microbirrifici, rispetto alla trentina censiti 10 anni fa.

 

 

È quanto afferma la Coldiretti, sottolineando come la birra artigianale rappresenti ormai un’opportunità soprattutto per i più giovani. Soprattutto tra gli under 35, che sono i più attivi nel settore, ci sono profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell’origine a km0 al legame diretto con le aziende agricole, ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative, come i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica.

 

La produzione artigianale traina anche l’export Made in Italy, con le spedizioni di birra italiana all’estero che sono aumentate nel corso del 2014 del 13% in quantità. A sostenere la produzione italiana di birra ci sono le coltivazioni nazionali di orzo, con una produzione di circa 860.000 tonnellate di orzo nel 2014 su una superficie complessiva investita di circa 226.000 ettari. Per quanto concerne la produzione di birra, scrive Repubblica, i microbirrifici nel 2004 erano poco più di una trentina. Dal 2008  ne sono nati centinaia. 10 anni fa il settore micro rappresentava lo 0,2% delle vendite, adesso si tocca il 2,7-2,8. Chi si cimenta nell’arte birraria sono proprio gli under 35, giovani con diverse formazioni professionali alle spalle che non trovano lavoro e decidono di trasformare la propria passione in una attività artigianale o da piccoli imprenditori. Sono realtà aziendali piccole quando non piccolissime: 2-5 lavoratori, di solito under 40, con una media produttiva annua sui 411 ettolitri per un complessiva creazione nello scorso anno di mille posti di lavoro.

 

Intanto le imprese e le associazioni stanno cercando di tradurre questo boom in opportunità concrete.

Come avevamo segnalato, l’anno scorso Birra Peroni insieme a Confagricoltura ha lanciato un corso rivolto ai 20 imprenditori agricoli giovani –  età compresa tra i 18 e i 35 anni –  su tutti gli aspetti di creazione e gestione di un’impresa agricola, con particolare focus sulla produzione di cereali per la birra.

 

Ma anche l’università si attrezza.

L’ateneo di Perugia, ce già ha all’attivo un master, ha appena annunciato la prima edizione di un nuovo curriculum in Tecnologie birrarie all’interno del corso di laurea triennale in “Scienze e Tecnologie Agroalimentari”. E’ destinato a formare professionalità in grado di operare all’interno dell’intera filiera birra (orzo, luppolo, lievito e processo produttivo del malto e della birra) per creare operai, quadri e dirigenti nel settore birrario permettendo così, a tutti coloro che vogliono intraprendere questa professione, di completare i propri studi in Italia senza doversi recare all’estero (Belgio, Germania, Francia, Inghilterra), come avveniva fino a poco tempo fa. Inoltre, sono previsti stage formativi, tirocini e laboratori, presso aziende birrarie nazionali ed eventualmente internazionali, nell’ambito dei programmi come l’Erasmus.

 

 

Leggi anche: