18set

Bybyke, arriva la start-up verde su due ruote

 

Qualche giorno fa il sindaco-ciclista di Roma Ignazio Marino ha lanciato una proposta per un “mini-Gra”, un piccolo raccordo tutto ciclabile, perché la bici, un po’ per la crisi un po’ per passione, sta contagiando sempre più italiani.

 

Ma in realtà ci sono regioni italiane che già sono all’avanguardia in questo settore, come ad esempio il Trentino-Alto Adige. Qui, però, a fronte di migliaia di km di ciclabili, sorgeva finora un problema: una carenza di informazioni per orientarsi non solo tra un ponte e un ruscello ma anche per trovare un ristorante e un’edicola quando si è in sella alla propria bici.

 

Da questa idea prende vita bybyke, la app appena nata sviluppata e ideata da Marco Raffaelli.

 

Cinquantasei anni, un passato da economista e ricercatore, Marco racconta a l’Arancia come è nata la sua idea. “A fine 2012, dopo anni passati a fare il consulente, soprattutto nel settore turistico, un imprenditore che voleva lanciare un sistema di informazioni per ciclisti mi ha chiesto l’ennesima consulenza. Ma a quel punto mi sono detto: perché non buttarmi in prima persona, sviluppando uno strumento utilizzabile su smartphone?”.

 

Così è nato bybyke, il primo (e per ora unico) sistema di navigazione che ti orienta su pista ciclabile. È perfettamente integrato con Google Maps, e segnala non solo i percorsi per le due ruote ma anche esercizi commerciali e luoghi di interesse turistico.

bybyke

Il navigatore di bybyke mostra infatti anche la descrizione delle caratteristiche principali del tracciato, il luogo o la città di inizio e fine percorso, la lunghezza totale,
 il tipo di fondo stradale, il grado di difficoltà, il tempo medio di percorrenza, il dislivello in salita nelle due direzioni di marcia, l’altitudine minima e massima del tracciato. E ci sono anche indicazioni utili come fontanelle d’acqua e ristoranti tipici; campeggi e alberghi; farmacie e artigianato tipico; bike service e attività outdoor; centri di primo soccorso e servizi di pubblica sicurezza.

 

Completamente gratuito, attivo per ora in Trentino e in Alto Adige, bybyke è già pronto per coprire anche Veneto, Friuli, Emilia. “Con l’obiettivo di arrivare entro la prossima primavera a coprire buona parte del territorio nazionale, e perché no, attraversare le Alpi, sbarcando in Germania”. La Germania, spiega Marco, per il settore del cicloturismo è una specie di eden, essendo il 90% del turismo a due ruote prerogativa dei tedeschi.

 

Marco ha fondato la sua società, che si chiama Nat Tour (New applications for Tourism) come srl semplice, insieme alla moglie, con l’ausilio dei due figli e con una rete di giovani consulenti “globale”; “tre giovani informatici e uno studente trentini, e un web designer brasiliano che lavora in Olanda”. Olanda non a caso: perché è il paese in cui la figlia, designer, vive, e perché luogo naturalmente all’avanguardia sia nel settore del cicloturismo che delle app . “Amsterdam è l’unica città in cui Google Maps ha una mappa dedicata alle ciclabili”, spiega Marco.

 

Il business model di bybyke, continua Marco, è semplice: da una parte la gratuità del dowload, che non richiede registrazione; dall’altra, gli introiti arrivano dai banner pubblicitari e da un sistema di micro-canoni da 100 euro l’anno, applicati agli esercenti che vorranno comparire sulle mappe di Bybyke: dal bar al ristorante al bed & breakfast.

 

Per ora bybyke è solo per Android, non per scelta ma per un fatto contingente: il sistema Apple è stato infatti violato qualche mese fa da un attacco di hacker, e ha “riaperto i battenti” solo da pochi giorni. Così tra quindici giorni uscirà anche la versione per iOS. Per adesso il software è in italiano e in inglese, ma tra un paio di settimane sarà pronta anche la versione tedesca, sempre per soddisfare la domanda strategica di questa fetta di clientela.

 

Marco, che è esperto di ricadute economiche legate al territorio, sottolinea in conclusione anche quali potrebbero essere gli effetti positivi generali di un aumento del turismo su due ruote: “pensiamo alla Ciclopista del Sole, 400 km pedalando in un paesaggio montano dal Brennero fino al lago di Garda, attraverso città d’arte e luoghi di alto interesse naturalistico. La pista è lì, ma mancano i servizi che potrebbero generare ricchezza: noleggi, riparazioni, sistemi di trasporti migliorati e dedicati alle bici”. Piccoli investimenti, che potrebbero creare un indotto interessante, oltre a rispettare l’ambiente.

 

 

 

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