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Carta blu, la scorciatoia per collaboratori extracomunitari di talento

Chissà quante volte vi sarà passato per la testa di invitare in Italia a lavorare e collaborare con voi qualche giovane valido collega incontrato in un qualsiasi viaggio all’estero in Paesi extracomunitari. Sfruttare cioè la competenza di professionisti conosciuti magari per caso, che nel proprio Paese avrebbero faticato ad emergere e che invece in Italia sarebbero stati perfetti per dare vita a nuovi progetti imprenditoriali che fin dall’inizio avrebbero così potuto avere un respiro internazionale.

Ebbene d’ora in poi tutto ciò dovrebbe diventare più facile grazie all’introduzione anche in Italia della cosiddetta Carta Blu.

Si tratta di un documento, il cui colore richiama quelli della bandiera europea, che permette ad un lavoratore qualificato di entrare e soggiornare nei Paesi dell’Unione a condizioni agevolate rispetto ad altre categorie di immigrati.

Per una volta possiamo parlare di una sorta di discriminazione in positivo, visto che l’intento di questa iniziativa è di attrarre verso i Paesi comunitari, e dunque verso l’Italia, stranieri che abbiano grandi competenze professionali da spendere per lo sviluppo e la crescita di nostre imprese.

Nel caso specifico il lavoratore extracomunitario altamente qualificato potrà ottenere un permesso di soggiorno, la carta blu per l’appunto, a prescindere dalle quote dei decreti flussi. Godrà inoltre di parità di trattamento con i cittadini europei per una serie di diritti che vanno dall’istruzione, alle condizioni di lavoro fino alla previdenza. Tra l’altro dopo aver accumulato 18 mesi di Carta Blu il lavoratore in questione potrà anche entrare in un altro Stato membro senza visto. Una circostanza che potrà spingere giovani imprenditori italiani a cercare anche in Paesi dell’Unione validi collaboratori extracomunitari da impiegare eventualmente per il lancio di una nuova azienda. Questo anche perché ai fini dell’ottenimento di un permesso di lungo soggiorno il lavoratore altamente qualificato potrà accumulare i cinque anni necessari anche mettendo insieme periodi di residenza in Paesi diversi dell’Unione.

Prima di mettere in pratica lo scouting di giovani professionisti extracomunitari un’importante precisazione poi circa l’identikit del soggetto in questione. Secondo le direttive comunitarie infatti, il lavoratore  altamente qualificato potrà possedere un titolo di studio e abilitazione professionale per l’esercizio di una vasta gamma di professioni, tra cui alta dirigenza, professioni intellettuali e professioni tecniche. Infine un’ultima avvertenza di carattere economico: al lavoratore in questione bisognerà offrire un contratto di lavoro di almeno un anno e con una retribuzione lorda non inferiore a 24.789 euro.

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