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C’è la crisi, ma il 72% dei piccoli imprenditori non tornerebbe indietro

La crisi economica che stiamo vivendo è pesante, eppure sembra non riuscire a frenare l’ottimismo che anima tanti piccoli e intraprendenti imprenditori italiani. L’ultima conferma in questo senso arriva da uno studio commissionato dalla società di servizi Regus, secondo il quale nonostante le enormi difficoltà affrontate da tante piccole aziende, il 72% degli imprenditori intervistati se potesse tornare indietro rifarebbe esattamente lo stesso percorso avviando una propria attività commerciale. Ostacoli burocratici e difficoltoso accesso al credito, che sono poi le due grandi insidie del nostro Paese per chi vuole fare impresa, non rappresentano uno scoglio tale da far rinnegare la propria scelta imprenditoriale.

E a proposito di complicazioni da affrontare, la ricerca di Regus ha chiesto agli imprenditori intervistati quali fossero appunto nel nostro Paese gli inconvenienti più deleteri per la propria attività lavorativa. Ebbene, al primo posto, con il 95% delle risposte affermative, c’è purtroppo la già citata burocrazia. La macchina statale elefantiaca di cui nel tempo si è dotata il nostro Paese sta diventando insomma un vero macigno sulla strada di un corretto sviluppo economico. Al secondo posto poi, anche in questo caso senza grandi sorprese, si situa il già menzionato problema dell’accesso al credito.

Ben il 90% degli intervistati sottolinea infatti che ricevere finanziamenti dal nostro sistema creditizio rimane purtroppo una vera e propria avventura che il più delle volte si conclude con esiti negativi.

Il tutto in un contesto in cui i piccoli imprenditori denunciano anche un senso di profonda solitudine. L’85% di essi infatti sottolinea con frustrazione la mancanza di sostegno da parte dello Stato nel momento in cui ci si lancia con coraggio in un’impresa commerciale. Ovvio poi che il 76% osservi con grande preoccupazione le difficoltà economiche attuali, che da sole rappresentano come facilmente immaginabile un ostacolo alla riuscita di un progetto imprenditoriale. Senza contare infine, il problema della concorrenza spietata, che spesso vede l’inevitabile predominio delle grandi aziende sulle piccole. Un problema questo evidenziato dal  54% degli intervistati, secondo i quali dunque le piccole imprese necessiterebbero di una tutela maggiore da parte del mercato e dello Stato, anche perché il contributo che danno, soprattutto nel nostro Paese, è fondamentale, considerando che le piccole e medie imprese producono il 58% del Pil e danno lavoro al 62% della manodopera nazionale.

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