12feb

Ci (ri)siamo, ecco la rivoluzione delle start-up

Startup Revolutionary Road è il tour di Microsoft e Fondazione Cariplo, un percorso itinerante che attraversa l’Italia in cerca di idee innovative, l’avete presente no? L’anno scorso, alla sua prima edizione, il progetto Revolutionary ha coinvolto 20mila ragazzi e ha fatto nascere 80 nuove imprese, non vi basta? Il tour, in pochi mesi, ha visto realizzarsi 2.500 percorsi di formazione individuale presso diverse Startup School e ha assistito alla presentazione di qualcosa come 400 idee di business. Ora, ad neanche due mesi dall’inizio dell’anno, ci risiamo, e la Revolutionary Road è pronta a ripartire.

 

“Il successo del progetto costituisce un esempio di come il dialogo tra non profit e profit possa produttore risultati concreti riguardo l’occupazione giovanile e l’imprenditorialità ad alta intensità di ricerca e innovazione”, così Mariella Enoc, Presidente di Fondazione Filarete.

 

L’iniziativa, che ha già ottenuto il sostegno dal programma YouthSpark di Microsoft, quest’anno, potrà contare sull’apporto di Italia Camp, associazione nata nel 2010 per selezionare le migliori idee imprenditoriali in collaborazione con più di 70 università nazionali e internazionali. L’idea, infatti, è quella di raggiungere più realtà possibili (più siamo, meglio è). Nello specifico, l’obiettivo per il 2014 è quello di raggiungere altri 22mila giovani, formarne altri 2.600 e creare 900 nuovi posti di lavoro. 

 

L’iniziativa, con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, offrirà ancora una volta corsi di formazione, mentorship e workshop. Gli startupper verranno affiancati da operatori, esperti, e (diciamo) ‘vecchi’ del mondo start-up, come Fondazione Filarete, TechGarage, Fondazione Politecnico di Milano, I3P Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino e InnovAction Lab.

 

“Approfondire le competenze informatiche e manageriali” utili per avviare una start-up, questo, prima di tutto, l’obiettivo dell’iniziativa.

 

Non ci credete? Be’, per comprendere il peso del progetto Revolutionary basta guardare alcune delle start-up nate grazie alla scorsa edizione, come Action, o GAROO!, o B10nix. Storie di giovani, la prima, quella di due torinesi classe 1984 e di un’idea di computer basato su un’interfaccia intuitiva, la seconda, quella due imprenditori e dello sviluppo di un social e-commerce 3D in cui gli utenti acquistano oggetti di design da utilizzare all’interno di un ambiente virtuale, o la terza, che invece guarda ai sistemi di interazione uomo-macchina.

 

Vi abbiamo convinto? A fine novembre 2013, in Italia, si contavano 1227 imprese innovative, di cui 113 startup hi-tech finanziate, 97 incubatori e acceleratori, 40 parchi scientifici e tecnologici, 65 spazi di coworking e 33 competizioni dedicate al mondo start-up. Il tasso di fallimento c’è, è innegabile, ma è proprio per questo che un’iniziativa come quella di Startup Revolutionary Road parte da un’idea di pura concretezza: selezionare i più forti, sopravvivere, e conquistare il mercato.

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