17gen

Ci vuole un’economia a basse emissioni per salvare il pianeta

Bisogna rendere l’economia mondiale a basse emissioni di carbonio il prima possibile. Questa è la raccomandazione che contenuta nel Quinto rapporto di valutazione (Ar5) – secondo alcune anticipazioni in circolazione – messo a punto dagli scienziati del IPCC (Intergovernmental panel on climate change), il gruppo con mandato delle Nazioni Unite per lo studio dei cambiamenti climatici.
 
Le emissioni continuano ad aumentare, e con l’andare avanti del tempo le conseguenze potrebbero diventare sempre peggiori, e i danni sempre più difficili da riparare.

L’Ipcc affermerebbe che “ritardare le azioni di contrasto al riscaldamento globale farà aumentare i costi e, allo stesso tempo, porterà ad una riduzione delle opzioni” per scongiurare gli impatti peggiori dei cambiamenti climatici.

Le emissioni di CO2 e di altri gas serra aumentano “in media del 2,2% all’anno tra il 2000 e il 2010, rispetto all’1,3% l’anno dal 1970-2000”. Nonostante gli sforzi, la crescita economica e l’aumento costante della popolazione mondiale non permettono un contenimento delle emissioni che possa cambiare qualcosa. La prima causa di queste emissioni è la “combustione di petrolio e carbone,” e secondo alcune proiezioni le emissioni potrebbero raddoppiare o triplicare entro il 2050 rispetto al livello del 2010.
 
Per rimanere al di sotto dei due gradi di un aumento della temperatura media globale, nell’anticipazione in circolazione del rapporto si afferma che sarebbe necessario ridurre entro il 2050 le emissioni di gas serra del 40%-70% rispetto ai livelli del 2010. Per farlo si dovrebbe puntare su “nuovi modelli di investimento e su un’economia a basse emissioni di carbonio”.
 
Una delle soluzioni citate in questa anticipazione è la produzione di bioenergia tramite la cattura e immagazzinamento di CO2 (Beccs), una tecnologia su cui però molti ripongono dubbi, come ad esempio il New York Times, che sottolinea lo stadio preinfantile di questo tipo di impianti (finora solo tre in tutto il mondo).
 
Il report completo sarà disponibile in primavera, ma è ormai lampante il bisogno di sperimentazione nell’ambito delle energie green non solo per il risparmio, ma anche per la salvaguardia del pianeta.

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