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Cloud e start-up per una crescita sempre più rapida

La crescita del cloud deve molto all’universo delle start-up, e viceversa.

L’Osservatorio Cloud & ICT as Service, insieme all’Osservatorio Startup Digitali e all’acceleratore Polihub hanno analizzato il rapporto tra le nuove imprese e lo strumento della “nuvola” digitale. Le iniziative cloud finite nella ricerca sono 248 e si è visto che esistono due modi diversi di utilizzarlo.

Da una parte, ci sono le start-up cloud-based, ovvero quelle che utilizzano i servizi cloud, con tutti i vantaggi che questo porta – sia alle aziende appena nate che a quelle più mature: razionalizzare gli investimenti nell’Information Technology, velocizzare le fasi di crescita, ridurre la complessità dell’IT, rendendo l’organizzazione del lavoro più agile e subito disponibile per chi lavora all’interno dell’impresa.

Dall’altra ci sono le start-up che si occupano direttamente di cloud, le cosiddette cloud provider. La differenza tra queste piccole imprese rispetto ai più grandi fornitori di servizi clou è la specificità dell’offerta, fornendo soluzioni individuali per altre aziende oppure applicazioni di storace per gli utenti.

Delle start-up analizzate, il 16% opera in ambito clou, e di queste il 30% offre servizi cloud, il 70% invece è cloud-based.

Ma il 2014 come indica l’Osservatorio Cloud sarà l’anno della maturità per questo servizio, una scelta di default per molte aziende. Il rapporto Forrester Research per il nuovo anno, compilato da analisti specialisti, parla chiaro, “nel 2014 il cloud non è più un futuro, ma un adesso.” Sul sito potete consultare le dieci previsioni del rapporto per il cloud e del motivo per cui ora è il momento di adottarlo.

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