25mar

Come remunerare i lavoratori di una start-up? Lo spiega il MISE

Ieri il Ministero dello sviluppo Economico ha pubblicato un documento di fondamentale interesse per tutti quelli che lavorano in una start-up (o hanno intenzione di aprirla) o in un incubatore certificato.
 
Questo documento arriva a poco più di un anno dall’attivazione della Legge 221/2012, nata con l’intenzione di chiarire e semplificare l’iter burocratico delle nuove imprese tecnologiche che iniziavano a farsi avanti nel panorama italiano. Ora è iniziata quella che agli Stati Generali delle start-up è stata definita la “Fase 2” per l’ecosistema di queste imprese, quindi un documento che semplifichi la vita agli startupper è più che ben accetto.

Il focus in questo testo è la remunerazione e incentivazione dei dipendenti e dei fornitori esterni alle start-up e agli incubatori.

Per essere ancora più specifici, si parla della possibilità di pagare sia lavoratori interni ed esterni con azioni e altre opzioni simili.
Le startup innovative e gli incubatori certificati possono retribuire i propri dipendenti, amministratori e collaboratori continuativi con azioni, quote, stock option, restricted stock, restricted stock unit e altri strumenti finanziari partecipativi; per quel che riguarda invece i collaboratori esterni, è possibile consentire al fornitore di diventare socio oppure titolare di strumenti finanziari partecipativi della società – il cosiddetto “work for equity”.

Il vantaggio del “work for equity” è che anche il fornitore si assume il rischio di impresa, evitando così di appesantire la condizione finanziaria della giovane impresa.

Ci sono ovviamente anche dei contro: c’è il rischio che la start-up non riesca a diventare un’impresa strutturata che dura nel tempo, quindi potrebbe non esserci un effettivo guadagno. E nel caso in cui tutto dovesse andare bene e quella piccola start-up diventa la nuova gallina dalle uova d’oro, i guadagni non arriveranno nell’immediato, quindi meglio accettare di lavorare in equity quando si è abbastanza certi e informati sulle possibilità della start-up e pagare le bollette mensili non è una stringente priorità.
 
Qui trovate il nuovo documento del MISE, con la scheda riassuntiva sulle caratteristiche richieste per entrare nel registro delle start-up e degli incubatori certificati, e l’approfondimento sulle retribuzioni.

Scritto da Redazione il 25 marzo 2014

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