27apr

Credito alle piccole imprese: Italia svantaggiata, ma qualcosa si muove

E’ un mix di notizie negative, e questo non è una sorpresa purtroppo, ma anche di segnali positivi, un elemento quest’ultimo che fa ben sperare per il futuro, l’ultimo bollettino della Banca centrale europea, la Bce, a proposito delle condizioni di accesso al credito delle piccole e medie imprese. Come non ricordare infatti per l’ennesima volta che il fenomeno del cosiddetto credit crunch, ossia la contrazione delle opportunità di accedere appunto al credito bancario, resta attualmente una delle più grandi difficoltà che devono affrontare nel nostro Paese i piccoli imprenditori. E in questo senso purtroppo dalla relazione della Bce arrivano solo conferme. L’Italia resta il Paese europeo in cui ci sono le difficoltà maggiori di accedere al credito per le piccole imprese.

E non è un caso dunque che proprio nel nostro Paese, oltre che in Grecia, Spagna e Portogallo, le piccole realtà produttive abbiano fatto registrare i cali più significativi di fatturato. In controtendenza invece Germania, Francia, Belgio, Irlanda, Austria e Finlandia, dove il giro d’affari delle piccole e medie imprese è invece cresciuto. Da segnalare inoltre che in Germania e Austria si segnalano anche utili positivi per le realtà minori. Tornando però alle condizioni del credito, la Bce ha rilevato che a livello continentale c’è stato innanzitutto un aumento delle richieste di prestiti da parte delle piccole imprese quantificabile in un +5%. Un segnale di vitalità che fa ben sperare. In Italia le condizioni restano pessime ma, come accennato, ci sono segnali importanti che danno la misura di un atteggiamento delle banche che sembra lentamente cambiare.

E’ un dato di  fatto ad esempio che la disponibilità degli Istituti di credito nostrani a erogare prestiti registra il miglioramento più sensibile a livello continentale, passando dal -27% del semestre precedente a un significativo -7%.

Altri elementi positivi sono rappresentati poi dal tasso di respingimento delle domande di prestito, che è sceso all’11% dal precedente 15%, portandosi a livelli di media europea. E ancora, è diminuito il numero di piccole imprese che segnalano l’accesso al credito come il principale problema: oggi sono il 16% contro il 18% della rilevazione di sei mesi fa. Insomma, come a dire che qualcosa si muove, anche se resta purtroppo molto evidente il divario di condizioni che le nostre piccole aziende sono costrette ad affrontare quando chiedono liquidità alle banche, rispetto alle imprese di altre realtà europee. Un problema da affrontare e risolvere e che il nuovo governo, che in queste ore dovrebbe nascere, speriamo possa avere come priorità nella propria agenda di interventi.

 

Scritto da Redazione il 27 aprile 2013

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