12dic

Crescita è donna. Almeno, in Abruzzo.

Donne e residenti in una Regione del Sud. E’ questo un binomio che purtroppo, dati alla mano, non favorisce certo l’intraprendenza imprenditoriale nel nostro Paese. E’ un fatto incontrovertibile d’altronde che, se già normalmente in Italia è difficile per una giovane ragazza pensare di dare vita ad una propria impresa, farlo nel Mezzogiorno diventa ancora più complicato. E proprio per cercare di sfatare quello che, lungi dall’essere un mito rappresenta purtroppo un dato oggettivo, la Regione Abruzzo ha istituito dei fondi per promuovere e sostenere proprio l’imprenditoria femminile. E’ stato infatti lanciata la seconda edizione del bando denominato “La crescita è donna”, che prevede la concessione di contributi a sostegno dell’occupazione femminile. Il progetto di sostegno si concretizzerà innanzitutto attraverso iniziative il cui obiettivo principale è quello di conciliare il lavoro con la famiglia, un dilemma che spesso diventa un vero e proprio ostacolo per la voglia di fare impresa di migliaia di donne. Sono previsti poi una serie di incentivi economici per favorire l’occupazione e contributi per la promozione del lavoro autonomo e dell’imprenditorialità.

Tre sono le linee di intervento programmate: una prima, denominata “Più imprenditrici”, che prevede incentivi per la creazione di nuove imprese, con un importo fino a 25mila euro come contributo a fondo perduto. Una seconda detta “Più professioniste”, con cui si fornisce un sostegno alle imprese che attivano rapporti di consulenza, per un massimo di 45mila euro. Infine saranno adottati dei  “Voucher family”, ossia contributi fino a 2mila euro per favorire la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia, ad esempio per l’assunzione di una baby sitter.

I benefici in questione non saranno in nessun modo cumulabili con altri incentivi percepiti dalle aspiranti imprenditrici o dalle aziende interessate. Inoltre gli aiuti andranno a coprire le spese sostenute nel periodo che intercorre tra il primo dicembre 2012 e il 30 giugno 2013. Insomma c’è ancora tempo e modo per sfruttare un’occasione importante per realizzare progetti imprenditoriali in rosa, di cui in Italia si continua a sentire una grande mancanza.

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