23feb

Crowdfunding, a marzo si saprà se nasce la nuova Borsa dei “piccoli”

Avevamo già parlato ripetutamente di crowdfunding, la forma di autofinanziamento innovativa arrivata dagli Stati Uniti che sta muovendo i primi passi anche da noi. Abbiamo raccontato anche qualche esperienzadiretta di giovani che hanno sperimentato questo nuovo tipo di accesso al credito con un certo successo.

Adesso però sono in arrivo novità: le autorità del settore stanno – in maniera molto trasparente, va detto – sondando il mercato per capire quali sono le reali esigenze del settore, il 20 febbraio scorso la Camera di Commercio di Milano ha tenuto un incontro per mettere a fuoco le ultime novità del settore.

E prima ancora la Commissione di Borsa, la Consob, ha tenuto una “open hearing” per ascoltare gli operatori del settore in vista della regolamentazione del crowdfunding: la Consob dovrà infatti mettere in pratica le previsioni contenute nel Decreto Sviluppo del Governo; soprattutto dettare nuove regole nel delicato ambito dell’equity crowdfunding, cioè quella fattispecie in cui una start-up che decide di chiedere denaro ai risparmiatori online non si limita a offrire gadget o i suoi prodotti in cambio, bensì azioni proprie.È

stock exchange

chiaro che si tratta di una rivoluzione nel campo azionario, che potrebbe cambiare gli scenari soprattutto evitando strozzature come il credit crunch e consentendo l’afflusso di capitali in un settore strategico e delicato come quello delle startup. Nel varare la regolamentazione, la Commissione presieduta da Giuseppe Vegas dovrà tenere in considerazione due esigenze apparentemente contrastanti: la protezione degli investitori da possibili truffe, e lo sviluppo adeguato del mercato.

Si dovrà anche definire quali e quante informazioni l’azienda che intende “offrirsi” sul mercato dovrà dare ai possibili investitori, stabilire un livello di trasparenza adeguato, decidere quali saranno i “gendarmi” (a parte la stessa Consob) che dovranno vigilare sul settore, a seconda per esempio della sede legale della società.

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La Commissione sta studiando da vicino naturalmente il caso americano: qui, il crowdfunding è parte fondamentale del Jobs Act del presidente Obama inteso a rilanciare l’economia, e si prevede che nei prossimi anni circa 500 mila imprese saranno finanziate da questa Borsa alternativa. La società leader del settore, Kickstarter, ha al suo attivo 320 milioni di dollari di raccolta nell’ultimo anno senza alcuna – apparente – truffa. Su questo sito, gli aspiranti imprenditori si presentano con un video, con una documentazione del proprio progetto, un business plan, e qualunque tipo di supporto essi preferiscano e molto è lasciato all’autocertificazione. Bisogna vedere come questo modello estremamente legato a un tipo di mercato tipicamente anglosassone potrà fondersi con una legislazione italiana solitamente più ingessata e “barocca”.

Chi sta seguendo i lavori della Consob sostiene però che il modello americano sia tenuto d’occhio da vicino. E chissà che, a causa della (o grazie alla) crisi, che è anche crisi del credito, e che chiude l’accesso al denaro di molti aspiranti imprenditori, proprio il crowdfunding non diventi la chiave di volta di un sistema di finanziamento veloce e innovativo. La Consob si è impegnata da parte sua, sentiti tutti i player del settore, a produrre una prima bozza di regolamento entro il 19 marzo. Siamo tutti curiosi di leggerlo.

 

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