23gen

Crowdfunding, adesso si fa sul serio (anche in Italia)

Ancora sul tema del crowdfunding, la raccolta fondi su Internet che alcuni stanno sfruttando strategicamente per finanziare progetti e idee imprenditoriali. Ieri abbiamo raccontato la storia di Mattia Ventura, 20 anni, romano, che grazie a Kickstarter, sito numero uno per questo genere di operazioni, riuscirà a dar vita al suo progetto ViVAX, una custodia avveniristica per laptop. E ci sono anche diversi altri italiani che hanno utilizzato il crowfunding per finanziarsi le idee più disparate.

Ma il crowdfunding, lungi dall’essere una forma quasi “romantica” di finanziamento, rischia di diventare “IL” finanziamento principale per le imprese nei prossimi anni.

Secondo la rivista Forbes, il denaro che dalla collettività passerà a imprese innovative tramite questo sistema salirà nel 2013 da 1,5 a 500 miliardi di dollari (!). Questo anche grazie a un preciso mutamento, a un crowdfunding 2.0 che è stato approvato e stimolato dall’Amministrazione Obama.

10038881H13265949[1]Nel piano di rilancio economico Jobs, a primavera, insieme a diverse misure a favore delle start-up, la Casa Bianca ha varato infatti il cosiddetto equity crowdfunding.

Di che si tratta? Semplicemente, d’ora in poi le aziende potranno non solo chiedere supporto in dollari per un loro progetto, dando in cambio qualcosa: d’ora in poi potranno vendere direttamente le azioni della loro società. È chiaro che si tratta di un cambiamento epocale, una sorta di Borsa alternativa che in momenti di crisi come questo potrebbe rivelarsi una sorta di bacchetta magica con le imprese in crisi di liquidità. Per adesso, il crowdfunding tradizionale è cresciuto del 524% ma uno studio di Crowdfunding Capital Advisors, una società di ricerca specializzata, prevede che a settembre il giro d’affari totale delle imprese del crowdfunding (tradizionale e 2.0) sarà almeno di 4.3 miliardi di dollari negli Usa.

Il Governo italiano segue da vicino quest’esperimento. Nell’Agenda digitale, infatti, il crowdfunding ha un ruolo non secondario.

“Rispetto agli Stati Uniti noi normalmente abbiamo 10 anni di ritardo” ha detto qualche tempo fa Alessandro Fusacchia, consigliere del Ministro Passera per gli affari europei e i giovani, il merito e l’innovazione. “Sul crowdfunding, se tutto finisce come ci auguriamo, saranno 10 mesi, non 10 anni, rispetto al Jobs Act dell’amministrazione Obama”. Naturalmente, occorre adesso una messa a punto degli aspetti giuridici della questione, che anche in America hanno richiesto modifiche della legislazione societaria, visto che di fatto si introduce una sorta di Borsa virtuale. Così di queste nuove regole si sta occupando proprio la Consob, la commissione che segue gli scambi del mercato.

 

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Per adesso si sa che il massimo che potrà essere offerto come capitale rientra nella cifra di 5 milioni di euro.

Ma per studiare le regole dell’equity crowfunding, la Consob ha lanciato un questionario rivolto a tutti coloro che si offrono come portale di crowdfunding per le startup innovative che rientreranno nei criteri stabiliti dalla legge. L’autorità guidata da Giuseppe Vegas dovrà soprattutto tutelare gli investitori. Fornendo, ad esempio, gli strumenti per effettuare una valutazione del profilo rischio/rendimento degli strumenti finanziari oggetto dell’offerta sul portale. Per fare questo la commissione ha elaborato un questionario per chi vorrà lanciarsi nel crowdfunding 2.0. Domande sia per i potenziali investitori che per i titolari delle startup, in una sorta di dialogo che cerca di stabilire le migliori modalità e le attese dei diversi attori in campo. Le risposte dovranno pervenire entro l’8 febbraio 2013.

 

 

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