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Crowdfunding, arriva il “censimento”: più 30% in sette mesi

In Italia si contano 54 piattaforme di crowdfunding, 41 attive e 13 in fase di lancio, con un incremento del 30 per cento in 7 mesi.

 

Sono i risultati di una mappatura presentata da Daniela Castrataro, co-fondatrice dell’Italian Crowdfunding Network, in occasione della quinta edizione della Borsa della Ricerca, che si è tenuto il 13 e 14 maggio a Bologna.

 

Secondo la ricerca, il valore complessivo dei progetti finanziati attraverso le piattaforme supera i 30 milioni di euro, di cui 7 milioni solo da ottobre 2013 a oggi e 11 milioni nei 12 mesi precedenti (ottobre 2012-ottobre 2013).

 

Tra le varie tipologie di crowdfunding, il modello che si è maggiormente affermato è il reward-based, scelto da quasi la metà delle piattaforme: si tratta del modello più conosciuto, quello che si è affermato per primo, per cui è possibile partecipare al finanziamento di un progetto ricevendo in cambio un premio o una specifica ricompensa non in denaro, per esempio l’invito alla “prima” o una cena con il regista se si è scelto di finanziare un film.

 

Al secondo posto invece il modello donation-based, che copre un 30% abbondante del mercato: in questo caso si fanno donazioni a fondo perduto, senza ricevere nulla in cambio.

 

Due piattaforme sono poi dedicate al lending based crowdfunding, cioè prestiti tra privati, ricompensati con il pagamento di interessi, e altre due all’equity based, quello più interessante, che permette alle aziende, soprattutto start-up, di emettere “azioni” della società finanziandosi così online.

 

In particolare, come abbiamo più volte scritto, le start-up innovative possono offrire i propri strumenti finanziari (anche) attraverso portali on-line se sono iscritte in una sezione speciale del Registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

 

A livello geografico, la maggior parte delle piattaforme ha sede nel Nord Italia. Anagraficamente invece fondatori e soci hanno tra i 30 e i 50 anni: dunque non proprio giovanissimi come ci si potrebbe aspettare. Più in linea con le attese invece il titolo di studio: il 70 per cento ha un titolo di studio equivalente o superiore alla laurea. La presenza di donne poi è in crescita e iniziano a registrarsi piattaforme tutte al femminile.

 

 

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