05set

Cultura ed economia ripartono dal Nordest

Negli ultimi giorni il Nordest è stato al centro di molti ragionamenti, prima europei poi nazionali. Di cosa si è parlato? Di cultura ed economia, ma andiamo con ordine. Primo passo, la candidatura europea.

 

Dopo le attuali Marsiglia e Košice, nei prossimi anni le capitali europee della cultura saranno Riga, Umeå, Mons, Plzeň, Donostia-San Sebastián, Wrocław, poi toccherà a Italia e Bulgaria, nel 2019. Le candidate sono tante, e tra queste ci sono anche Venezia e Nordest, in una macroregione che comprenderebbe Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, più le province autonome di Trento e Bolzano.

 

Quella di Venezia e del nordest è una candidatura atipica, che ha deciso di creare nuove connessioni e sviluppare una nuova dimensione culturale, quella economica.

 

Cosa significa? Facile, ‘fare economia’. Come si legge sul sito ufficiale, le motivazioni che sottendono alla candidatura di Venezia e nordest puntano ad “avviare un nuovo percorso di crescita: una guida di come coniugare cultura e sviluppo economico.” Ed è proprio il rapporto tra cultura ed economia l’asse portante intorno al quale ruota l’intero progetto di candidatura, poiché “investire in cultura è investire in crescita economica e civile, così come la crescita economica e civile rappresenta una garanzia per continuare ad investire nella cultura.”

 

Obiettivi? Cinque. Favorire le specializzazioni e le eccellenze territoriali, mettere in rete le esperienze e le strutture di servizio, costruire una comunicazione nazionale del percorso culturale del nordest, costruire un percorso di crescita per le singole manifestazioni e costruire una relazione con le istituzioni culturali maggiormente consolidate del territorio.

 

Il momento forte che sta interessando tutto il Nordest non finisce qui, perché dopo le indiscrezioni delle scorse settimane, il governatore veneto Luca Zaia e la collega del Friuli Debora Serracchiani hanno finalmente chiuso l’operazione che segnerà la nascita di una società di gestione del risparmio (Sgr) comune tra le due regioni.

 

È l’inizio della collaborazione Venezia-Trieste, è l’inizio di una possibilità importante, per tutti.

 

Il nuovo ente avrà sede legale a Trieste, quella operativa a Venezia. Perché? L’obiettivo è quello di rastrellare più risorse possibili, pubbliche o private, da impiegare nel private equity e, più specificatamente, nel venture capital, superando i meccanismi dei contributi a fondo perduto e dei finanziamenti a tasso agevolato che, si è visto, servono a poco quando si parla di internazionalizzazione, sviluppo e ricerca applicata.

 

“Vogliamo dare risposta anche alle difficoltà che le nostre imprese incontrano nel mondo del credito – ha detto Zaia – sostituendoci al quel socio occulto che sono le banche.”

 

La dotazione iniziale sarà di circa 130 milioni, pari al 5% del totale del capitale mosso dal private equity italiano nel 2012: ai 28 milioni del fondo Aladinn di Friulia ed ai 35 milioni del fondo Capitale di rischio di Veneto Sviluppo si aggiungeranno infatti altri due fondi da 50 e 20 milioni di euro. L’investimento target del nuovo fondo si collocherà tra 1,5 e 5 milioni, a favore di pmi con un fatturato tra i 10 e i 100 milioni. “Si tratta di un’alleanza storica – ha concluso Zaia – che elimina i confini tra Veneto e Friuli creando un riferimento solido per le imprese del nostro territorio.”

 

Tanto Nordest e tante possibilità; economia e cultura, un’ottica di sviluppo che guarda al domani, partendo dall’oggi.

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