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Danilo e il suo eco-sapone di terza generazione

Ecco a voi la terza generazione di sapone: dopo quello solido delle vecchie e sempre care saponette, dopo quello liquido dei flaconi con dosatore manuale o elettronico, ecco il sapone di carta, tanto economico e tanto ecologico che non sareste mai riusciti ad immaginarlo. Avete capito bene, un sapone di carta, perché è proprio questa la novità che Danilo Ronco, supportato da ricercatori del settore, è riuscito a brevettare: una sostanza che servirà a lavare le mani e che si ritrova impregnata in piccoli fogli di carta che verranno rilasciati come scontrini fiscali ad una cassa. “Tutto nasce nell’ambito della mia attuale attività – racconta Danilo all’Arancia -. In provincia di Cuneo mi trovo infatti a gestire un ristorante molto grande, con circa 1.000 coperti, chiamato il Castello dei Solaro. Una delle mie addette alle pulizie si lamentava del fatto che nei bagni il sapone liquido cadeva in continuazione per terra e bisognava passare sempre uno straccio per pulire”.

Da questo episodio, che sembra un po’ la mela che casca in testa a Newton, Danilo ebbe l’ispirazione per inventarsi un sapone che non desse più questo tipo di problemi e che oltretutto fosse più ecologico ed economico. “E così – dice Danilo  – misi subito al lavoro un ricercatore di Milano su questa mia idea di una carta impregnata che fungesse da sapone. Tutto ciò, è bene ricordalo, avveniva circa otto anni fa”. Un periodo lungo durante il quale l’idea iniziale è stata perfezionata fino ad arrivare al prodotto finito che oggi porta il marchio registrato di My Soap, il mio sapone, che Danilo ovviamente spera diventi il sapone di tutti. “E’ stata brevettata una carta impregnata di sapone  – sottolinea con orgoglio l’imprenditore piemontese –  che si commercializzerà in rotoli che si infileranno in appositi dispenser che in questo periodo stiamo progettando con l’ausilio del Politecnico di Torino. In pratica al passaggio della mano sotto il dispositivo si staccherà uno di questi scontrini di carta impregnata, che strofinata tra le mani genererà il sapone. Il tutto poi verrà smaltito attraverso il lavandino, visto che le sostanze utilizzate tanto per la carta che per il sapone saranno tutte vegetali e biodegradabili”.

Danilo_Ronco

Al vantaggio della praticità e della pulizia dell’impiego, se ne aggiunge un altro di carattere più economico. “I foglietti di carta impregnati di sapone – ci spiega Danilo – sono ovviamente stampabili. Quindi su di essi si potranno fare attività di marketing e pubblicità, in modo che anche il costo del sapone stesso possa essere ammortizzato”. Insomma avremo ad esempio del sapone targato Coca Cola che, a noi servirà per lavarci le mani e alla multinazionale delle bibite per farsi pubblicità.

Ma l’ulteriore convenienza di My Soap risiede anche in aspetti strutturali di non poca importanza. Ci saranno infatti risparmi economici ingenti legati alle caratteristiche fisiche del nuovo prodotto. “Pensate – fa notare Danilo – che un classico rotolo di scontrini fiscali dispone di circa 900-1.000 strappi, e che per ottenere lo stesso risultato del suo equivalente in carta impregnata di sapone ci vorrebbero almeno 6 barattoli da un etto e mezzo di sapone liquido. E se questo esempio non bastasse, posso dirvi ancora che un tir della mia carta impregnata vale circa nove camion di sapone liquido”. Insomma, come accennato, uno straordinario risparmio di ordine economico ed ecologico.

Non resta dunque che dar vita ad un’impresa, una start up che commercializzi questa straordinaria novità. “Ho deciso di costituire una srl ordinaria – precisa Danilo -, in società con mia sorella. Abbiamo trovato anche già il nome: si chiamerà RoncoLab e la sua attività principale si concentrerà nella fase di impregnatura della carta”. Per la produzione di quest’ultima invece Danilo si appoggerà ad una classica cartiera, visto che l’impasto di base è simile a quello di una qualsiasi carta per scontrini. Anche le attività di commercializzazione verranno esternalizzate. “In questo senso – annuncia Danilo – stiamo cercando di stringere un’alleanza con qualche grande catena multinazionale che opera nel settore dell’igiene, come potrebbero essere la Procter&Gamble oppure la Henkel. Non appena avremo un accordo tra le mani partiremo. Anche perché finora ho già investito circa 100mila euro e vorrei quindi cominciare ad avere qualche minima sicurezza sulle entrate per poter fare il passo decisivo”.

E noi non potremo che fare il tifo per Danilo, in attesa che un giorno nei bagni di una qualsiasi stazione di servizio autostradale , mettendo la mano sotto il distributore del sapone non ci caschi in mano uno scontrino, ovviamente impregnato con My Soap.

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