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Decreto Lavoro: cosa cambia per le srl

 

Novità (grosse) in vista per chi si appresta a mettersi in proprio.

Con l’entrata in vigore del decreto legge 76/2013 – il cosiddetto decreto Lavoro varato dal governo Letta, cambiano le norme per chi apre una società. Vediamo cosa cambia nello specifico: le novità più importanti riguardano le Srlcr, acronimo complicato che sta per società a responsabilità limitata a capitale ridotto, che vengono di fatto abolite. Al loro posto rimangono le srls (la società a responsabilità limitata semplificata), unico strumento che rimane in campo dunque per chi vuole aprire un’impresa con un limite massimo inferiore ai 10.000 euro di capitale.

L’altra novità importante riguarda proprio la srls,che smette di avere un limite di età massimo dei soci di trentacinque anni.

La srls diventa così aperta a tutti. Un fattore, quest’ultimo, che aveva limitato la possibilità finora di approfittare di questo regime: spesso infatti uno dei soci della srls aveva più di 35 anni e per questo si era dovuto optare per il regime della srl ordinaria.

 

Il Decreto Lavoro prevede quindi automaticamente che le società a capitale ridotto finora registrate al registro delle imprese siano “trasferite” sotto il nuovo status di srls.

Un passo, quello del Decreto Lavoro, che potrebbe portare a un maggior utilizzo nei prossimi mesi della srls, almeno nelle intenzioni del Governo, che con il Decreto ha anche varato una serie di interventi sul lavoro giovanile, in particolare incentivi per le aziende che assumono giovani fino a 29 anni e disoccupati, mentre si pongono le basi per un nuovo contratto di apprendistato destinato alle piccole e medie imprese.

 

 

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