07mar

Ecco JoinJob, problemi quotidiani risolti grazie alla e-Bay dei servizi

E’ stata già ribattezzata la e-Bay dei servizi. Stiamo parlando di JoinJob, una piattaforma web che mette in contatto soggetti alla ricerca di qualcuno che risolva i propri problemi quotidiani e persone disposte a svolgere queste attività. Si va dalle cose più semplici, come radere il prato o fare una fila alla posta, ad attività più specifiche come i classici lavori da idraulico o falegname, fino a ruoli decisamente più delicati come può essere quello di baby sitter o accompagnatore di anziani. “L’idea – ci racconta Valerio De Simone uno dei fondatori di JoinJob – ci è venuta constatando il fatto che, essendo noi tutti lavoratori, avevamo davvero poco tempo libero per svolgere tutta una serie di incombenze quotidiane, a volte piccole, ma ogni tanto anche urgenti”. Da qui dunque l’idea di raccogliere su di un unico sito Intenet le richieste di aiuto, e metterle in contatto con i cosiddetti jobber, cioè potenziali esecutori.

“Abbiamo stabilito a questo proposito tre tipi di categorie – spiega De Simone -: ci sono gli utenti base, che spesso possono essere anche semplici studenti con un po’ di tempo libero, disposti a svolgere lavoretti senza competenze particolari. Abbiamo poi i cosiddetti jobber premium, ossia detentori di partita Iva , piccole aziende e liberi professionisti, che possono mettere in campo abilità specifiche. Infine ci sono jobber certificati, soggetti che dovranno svolgere ruoli considerati a rischio, come baby sitter o accompagnatori di anziani, ai quali richiederemo una certificazione specifica di professionalità, rilasciata da un ente terzo che potrà essere ad esempio un’associazione alla quale aderiscono”. Basterà dunque connettersi al sito e iscriversi, specificando quello di cui si ha bisogno o quello che si è in grado di fare. E si potrà tranquillamente giocare entrambi i ruoli, quello di richiedente o di jobber. “Il progetto sarà realmente operativo a breve – annuncia De Simone – e partirà grazie ad un accordo che abbiamo raggiunto con il XVII Municipio di Roma. Una fase sperimentale che permetterà di verificare il funzionamento di un servizio che è già disponibile anche per i-Phone grazie alla nostra presenza su App Store”.

JoinJob2E a proposito di sperimentazioni, è stato invece già collaudato il sistema con cui i fondatori di JoinJob prevedono di ottenere i propri introiti. “Il funzionamento sarà molto simile a quello di e-Bay. Per ogni transazione che andrà a buon fine noi prenderemo una percentuale del 15%, una cifra che abbiamo determinato basandoci su esperienze analoghe già attive in altri Paesi”. In Italia invece la piattaforma di De Simone e dei sui amici è una novità assoluta, sulla cui qualità tra l’altro influirà in maniera decisiva anche il giudizio degli utenti. “Sempre sul modello già affermato di e-Bay – dice il giovane imprenditore – gli utenti della piattaforma di volta in volta potranno esprimere il proprio parere sulla bontà del lavoro che è stato svolto per loro. In questo modo i vari jobber potranno acquistare maggiore autorevolezza all’interno della piattaforma e sperare anche di essere richiamati per lo stesso lavoro da altre persone”. Tra l’altro iscriversi sarà molto semplice ed è stato già previsto un log-in attraverso Facebook, che renderà la procedura ancora più veloce. “Solo per i jobber certificati invece sono previste procedure un po’ più articolate in modo da garantire con sicurezza la loro certificazione e la loro affidabilità”.

Ma Valerio De Simone e i suoi soci, hanno voluto essere innovativi non solo con la loro idea commerciale, ma anche al momento di fondare la propria azienda. “Ci siamo costituiti infatti nella forma societaria di srl semplificata innovativa. Insomma quanto di più completo ci possa essere sul fronte delle start up. Tra l’altro il notaio a cui ci siamo rivolti ci ha detto che eravamo la prima srl innovativa a cui lavorava, e credo che siamo stati la seconda a livello nazionale”. Per quanto riguarda la forma semplificata, i soci, che oltre a De Simone, rispondono ai nomi di Marco D’Avino, Luca De Angelis e Stefano Mazza, hanno scelto un capitale iniziale di 9mila euro. “E’ vero che si può partire anche con un euro, ma poter contare su una somma più consistente permette di affrontare con tranquillità tutta una serie di spese iniziali”. Più complicato è stato invece rispettare i regolamenti per le start up innovative. “Anche presso il Registro delle imprese mancano ancora i moduli specifici, visto che si tratta di una novità assoluta introdotta lo scorso dicembre. Alla fine però ce l’abbiamo fatta”.

JoinJob3

Un risultato importante perché adottare la formula della start up innovativa permette di avere tutta una serie di agevolazioni che vanno ad esempio dalla possibilità di effettuare assunzioni in maniera agevolata, a quella di detrarre fiscalmente il 20% del capitale proprio investito. E sì, perché in questa fase i giovani imprenditori ideatori di JoinJob hanno dovuto fare affidamento soprattutto su risorse proprie, e in qualche caso a qualche somma vinta nel corso di competizioni dedicate alle start up. “Il paradosso – dice De Simone – è che abbiamo già trovato grossi finanziatori che vorrebbero sostenere il lancio della nostra piattaforma a livello nazionale. Attendono però di vedere come funzionerà la sperimentazione iniziale, e per procedere con essa abbiamo dovuto ricorrere un po’ a tutte le risorse disponibili, tra le quali anche un finanziamento agevolato della Regione Lazio”. Insomma, le premesse sono le migliori, e se il progetto funzionerà, cosa della quale siamo convinti, presto JoinJob sarà una realtà di livello nazionale.

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