15apr

Economia digitale, l’Italia non ha un posto al sole

“Un aumento del 10 % dell’indice di digitalizzazione dell’economia porta a una crescita dello 0,75% del pil”: lo sostiene il World Economic Forum (Wef) che nei giorni scorsi ha dato una sonora bocciatura all’Italia (poco) hi-tech.

Il nostro paese, infatti nonostante i primi passi mossi con l’Agenda Digitale e il decreto per le start up, ancora non sa beneficiare dei vantaggi dell’economia digitale, in termini di crescita. E i risultati sono sconfortanti, di classifica in classifica. L’ultima bocciatura arriva dal  Global Information Technology Report del Wef che promuove la Finlandia al primo posto, seguita da Singapore, mentre l’Italia langue  50esima su 144.

La classifica si basa su un indice che elabora 54 parametri, dalla diffusione del Web alla penetrazione degli smartphone: e se l’Italia nella telefonia cellulare svetta in classifica, sprofonda invece per la diffusione di pc e banda larga. Il risultato è un indice di 4,18 per l’Italia, che ci pone davanti solo alla Grecia, ma alle spalle di Barbados, Giordania e Panama.

La Finlandia è invece la vincitrice di questa edizione 2013, con un indice pari a 5,98, e risalendo dal terzo posto che occupava l’anno scorso. Singapore (5,91) e la Svezia seguono nella top ten, dove ottengono un buon piazzamento anche Olanda, Norvegia, Svizzera, Gran Bretagna, Danimarca, Usa e Taiwan. L’Italia, con un indice di 4,18, si piazza ad un terribile cinquantesimo posto: un risultato che dovrebbe far riflettere anche la politica sulle urgenze reali del paese.

Scritto da Redazione il 15 aprile 2013

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