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Edicola del Sole, ecco il futuro della vendita di giornali e periodici cartacei

Si può, nel campo della comunicazione e dell’informazione, integrare una delle attività ritenute ormai più obsolete, ossia l’edicolante, con il massimo dell’innovazione tecnologica e organizzativa? Se si guarda all’incredibile esperienza dell’Edicola del Sole, la risposta è sicuramente affermativa. Anzi, si può affermare senza esitazioni che l’esperimento voluto fortemente da Michele Di Giacomo rappresenta un rilancio quanto mai avveniristico di un’attività che sembrava in decadenza, soppiantata da Internet. “In realtà – racconta all’Arancia Michele – all’inizio io e la mia compagna volevamo aprire una libreria. Il progetto però fallì e così nel giugno 2006 ripiegammo a favore di un’edicola a Roma, situata nelle vicinanze del Rome American Hospital”. Qui i due giovani imprenditori mettono in atto la loro piccola, ma efficace rivoluzione, cominciando a gestire l’edicola con criteri totalmente diversi da quelli abituali.

“Io e la mia compagna – spiega Michele – proveniamo entrambi dalla grande distribuzione, e abbiamo deciso di applicare all’attività di un’edicola le metodologie apprese nella nostra attività precedente”. E la prima, fondamentale innovazione, è quella di utilizzare un software gestionale personalizzato, per gestire la movimentazione di libri, giornali e periodici. “In questo modo abbiamo la possibilità di sapere costantemente quello che abbiamo in esposizione – sottolinea Michele – controllando entrate ed uscite. Poi coordiniamo tutte le richieste dei nostri clienti, dalle prenotazioni alle eventuali sospensioni. Da noi ad esempio è possibile richiedere intere collane, oppure garantiamo tutte le uscite settimanali di un determinato periodico: basta firmare un modulo di iscrizione al nostro database e noi mettiamo da parte tutto quello che ci viene richiesto”.

 

Insomma, la normale routine di una qualsiasi libreria, solo applicata efficacemente a un’edicola. Ma le sorprese non finiscono certo qui. “Abbiamo introdotto delle tessere del cliente – fa sapere Michele – tipo quelle utilizzate nei supermercati. All’inizio con esse era possibile fare delle vere e proprie raccolte punti, una pratica che per il momento però abbiamo dovuto sospendere per questioni burocratiche e amministrative. Abbiamo deciso quindi di tramutarle in Gift Card, cioè carte prepagate”. Proprio come in un centro commerciale, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalle divise, con tanto di stemma dell’Edicola del Sole, che i due giovani indossano per servire la propria clientela. Il modello di nuova edicola ha subito successo, tanto che le richieste superano ogni aspettativa.

A questo punto però sorge un problema. Michele e la sua compagna infatti detengono l’edicola in questione come gestori, e il proprietario diretto della licenza, visti i grandi introiti, decide di aumentare il canone per la concessione. Una decisione che nel febbraio del 2011 spinge Michele e la compagna ad abbandonare la struttura. “A questo punto però – ci dice Michele – il direttore del Rome American Hospital ci avvicina e ci racconta di come i frequentatori della sua struttura siano diventati ormai affezionati clienti della nostra edicola, e per ovviare alla nostra dipartita, ci offre uno spazio interno all’ospedale per aprire un nuovo punto vendita”. E così il primo dicembre del 2011, l’Edicola del Sole riapre i battenti, con Michele e la sua compagna più agguerriti che mai. E sì, perché nel frattempo hanno maturato un progetto per estendere ulteriormente la propria attività.

“Abbiamo pensato che la nostra organizzazione potesse essere adottata da altre edicole, creando quindi una rete in franchising di punti vendita tutti organizzati secondo lo stesso modello”. Una sorta di Benetton dell’informazione. Un progetto ambizioso, ma esaltante, che vede in una prima fase l’adesione di ben 4 edicole romane. “Anche questa volta però – fa notare Michele – non avevamo fatto i conti con il fatto che due di esse erano in gestione, e anche in questo caso, l’intraprendenza di chi la conduceva, si è scontrata con la ritrosia dei veri proprietari che hanno bloccato tutto con richieste di canone fin troppo onerose”. Uno stop che ferma l’intera macchina, visto che i due punti vendita che rimangono aggregati, non possono essere considerati un vero franchising, il quale legalmente infatti per essere considerato tale necessita di un  numero minimo di affiliati.

 

Ma Michele non demorde, anzi prova a rilanciare con una nuova iniziativa. “A Roma – precisa – ci sono circa 1.300 edicole, e di queste almeno 200 sono state chiuse a causa della crisi che ha subito il settore. Quando una di queste strutture resta chiusa per più di sei mesi-un anno, bisogna riconsegnare la licenza in Comune. Abbiamo deciso quindi di organizzare dei corsi di formazione per addestrare disoccupati o categorie svantaggiate, ad amministrare un’edicola e a chiederne in gestione una, partendo fin dall’inizio come nostri affiliati e seguendo i nostri criteri”. Un esperimento che è in pieno svolgimento e ancora non è possibile sapere se sortirà effetti positivi.

Nel frattempo, Michele e la compagna, combattono anche per la faticosa ricerca di finanziamenti. “Come immaginabile – ci dice – fin dall’inizio abbiamo trovato le porte delle banche sbarrate e abbiamo fatto ricorso alle nostre risorse. Un aiuto importante ci è venuto poi dal crowdfunding, e con la piattaforma Prestiamoci, siamo riusciti a raggranellare 5.500 euro”. Quello che basta per una ditta individuale come quella di Michele per nascere e affermarsi. Ora però il salto di qualità potrebbe essere un vero franchising, per il quale serviranno edicole e finanziamenti, e per questo Michele ha realizzato un video, che presentiamo di seguito, che dovrà servire da biglietto da visita dei futuri punti vendita dell’Edicola del Sole, che saranno molto, ma molto di più di un semplice edicola. Ecco perché…

 

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