06dic

Equity crowdfunding, arriva il secondo portale

 

E’ passato poco meno di un anno dalla conversione in Legge del Decreto 179/12 e poco meno di sei mesi dall’emanazione del Regolamento Consob che disciplina in Italia l’equity crowdfunding, cioè l’idea di reperire risorse dal basso, per sostenere le start-up innovative attraverso la partecipazione al loro capitale. L’Italia in questo campo è all’avanguardia, essendo il primo paese al mondo a dotarsi di una regolamentazione in materia.

 

Ora la Consob, la Commissione nazionale di Borsa, ha dato via libera a operare al primo portale  autorizzato a operare in tutta la filiera del crowdfunding.

 

Si tratta di Unicaseed, portale del gruppo Unicasim, intermediario finanziario con Sede a Genova, Milano e Viareggio. Unicaseed – il nome evoca il concetto di “semina” che da questo strumento ci si attende per far crescere in Italia le startup innovative – è dunque la prima società del settore a essere ammessa nella “Sezione Speciale dell’Albo tenuto dalla Consob”,  e ad essere così autorizzata a gestire l’intero processo che sta alla base della raccolta di capitali di rischio delle start-up innovative, potendo non solo mettere “in vetrina” i progetti ritenuti meritevoli e dunque diffonderli, ma anche gestire la raccolta dei capitali a seguito delle eventuali adesioni all’offerta da parte degli investitori.

 

Unicaseed si va così ad aggiungere a Starsup, portale livornese che era stato il primo a iscriversi al registro – ordinario – Consob.

 

Il processo di creazione del Portale “Unicaseed” non è stato semplice, dice Leonardo Frigiolini, Amministratore Delegato di Unicasim, anche per la mancanza di un benchmark di riferimento al quale ispirarsi; infatti la maggior parte dei portali al mondo non fa l’equity crowdfunding, essendo più orientati a progetti nel campo del sociale.

 

Unicaseed, dice il manager, ha il grande vantaggio di poter gestire in house e in totale autonomia (dunque senza la necessità di ricorrere ad altri) tutto il processo operativo, dalla selezione delle start-up da sottoporre agli investitori, fino alla materiale raccolta dei capitali in caso di adesione, e ciò grazie al fatto non trascurabile che solo gli intermediari finanziari autorizzati alla prestazione dei corrispondenti servizi di investimento possono gestire gli ordini “veri” dei Clienti, contrariamente ai Portali iscritti alla “sezione ordinaria” dell’albo tenuto dalla Consob, i quali devono necessariamente limitarsi alla messa in vetrina salvo poi convenzionarsi con le sim e le Banche per gestire l’eventuale “raccolta degli ordini” che consegue all’eventuale adesione all’offerta pubblicata.

 

 

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