20ago

Equity crowdfunding, un bilancio

Un anno fa l’Italia (per una volta prima al mondo) predisponeva regole organiche per l’equity crowdfunding, cioè la raccolta di capitali tramite internet finalizzata a partecipare a progetti imprenditoriali. Con il regolamento Consob del 26 giugno 2013 in Italia debuttava una regolamentazione dedicata allo strumento del crowdfunding come mezzo di finanziamento delle start-up innovative.

 

A un anno dall’entrata in vigore del regolamento è possibile fare ora un bilancio: secondo l’osservatorio sul crowdfunding del Politecnico di Milano,  in un anno sono sorti nove portali operativi: si tratta di Unicaseed, StarsUp, Assiteca Crowd, Smart Hub, Tip Ventures, Next Equity, CrowdFundme, Muum Lab, Mama Crowd.

 

I progetti imprenditoriali che sono partiti sono invece sette, di cui tre già operativi, tre in fase di raccolta, e uno che non è andato a buon fine.

 

Pure se il campione è così esiguo, si può azzardare una percentuale di riuscita del 75%. Altri dati: la raccolta media è stata di 270 mila euro per progetto, con una quota media di capitale offerto sul mercato del 28,1%. In totale, in un anno, la cifra raccolta sull’intero mercato italiano con il sistema dell’equity crowdfunding è di 1.057.780 euro.

Leggi anche: