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Famo, il crowdfunding romano per la creatività

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Potrebbe essere la traduzione dall’inglese in romanesco del celebre “yes we can”. Si chiama invece Famo, ed è un progetto di giovani romani che ruota attorno a una rivista, ma anche a un network di artisti e creativi.

 

La novità, oltre che nel “messaggio”, sta anche nel “medium”: infatti Famo ha scelto di finanziarsi col crowdfunding. Come e perché, ce lo racconta il suo direttore, Luca Frontoni. “Famo” dice Luca a L’arancia “è un progetto, un contenitore, un posto fatto di persone. Le opere, ma anche gli artisti, non il personaggio, ma la persona. Un punto di vista differente, obliquo, riflesso, per guardare sopra, sotto e dietro la superficie.  Noi siamo, prima di tutto, un gruppo di amici con una passione in comune: fare. L’idea è nata durante una cena qualunque, ma con il tempo si è strutturata, ha preso forma ed è diventata realtà.  Sono passati quasi due anni da quel giorno, e continuiamo a crederci, a investirci e a lavorarci per farla crescere sempre di più”.

 

Meno cripticamente, Famo è una rivista, un (bel) sito Internet, che tratta di moda, fotografia, arte, grafica, cucina (e molto altro). È online, si può scaricare il pdf, ma per continuare ad andare in stampa ci sono dei costi, e dunque si è scelto di autofinanziarsi con una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela: obiettivo, raccogliere 5.000 euro entro il 5 novembre; e dovrebbero farcela, visto che ad oggi, siamo a 3.400 euro raccolti.

La somma servirà a finanziare la stampa di altri 2 numeri della rivista, con una tiratura di 1.500 copie.

Perché avete scelto il crowdfunding per finanziarvi, chiediamo a Luca. “Crediamo nelle persone e nella loro capacità di mettersi insieme per lavorare ad un progetto comune” risponde Luca. “L’unione fa la forza. Soprattutto nel momento storico in cui viviamo. Ci crediamo. Purtroppo al momento il crowdfunding funziona meglio all’estero dove le persone sono più propense ad investire e dove c’é maggiore fiducia nei giovani e in generale nelle (buone) idee”.

 

Famo è nata proprio così” continua Luca. “Da un gruppo di amici che si sono uniti per creare e condividere qualcosa di bello. Il crowdfunding lo stiamo vivendo quasi come un’evoluzione naturale del nostro progetto.  Forse in Italia, in questo momento storico, si è un po’ diffidenti nell’investire economicamente nelle idee, ma il vero vantaggio, se così possiamo definirlo, di una campagna di raccolta fondi online, sta nella partecipazione emotiva che abbiamo riscontrato. La partecipazione che si è venuta a creare, sia nei social network che nei piccoli eventi che abbiamo organizzato, è stato molto gratificante e positiva”.

 

A proposito di crowdfunding Luca ritiene anche che “ci crediamo come mezzo, anche è solo agli inizi. E ci auguriamo che non sia una moda passeggera, anzi, speriamo che diventi una realtà radicata e possa aiutare a far crescere nuove imprese”. Per il momento Famo giuridicamente è una associazione culturale non a scopo di lucro. E alla domanda “che capitali avete investito”, Luca risponde semplicemente: “il cuore, soprattutto”.

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