22nov

Fare impresa in Italia, una corsa a ostacoli

Ma quanto è difficile fare impresa in Italia? E’ la domanda che si pone non solo ogni giorno chi già possiede un’attività economica avviata, ma soprattutto chi, giovane imprenditore, si appresta a mettere piede nell’agone del mercato. Ebbene, purtroppo, come molti di voi già immaginano, in Italia fare impresa non è assolutamente semplice. A confermarlo, in maniera implacabile, ci ha pensato anche quest’anno il report Doing Business 2013, un’analisi comparata dei modelli normativi e organizzativi aziendali di ben 183 Paesi del mondo.

In questa speciale classifica l’Italia si situa al 73esimo posto, una posizione che può essere senza dubbio definita più di demerito che non di merito.

Ma andiamo a vedere nello specifico quali sono gli ostacoli più importanti che oggi un giovane imprenditore deve mettere in conto quando decide di aprire una propria azienda. Al primo posto c’è senza dubbio quella che nel report Doing Business è definita la risoluzione delle dispute commerciali. L’Italia in questo è un vero disastro e si posiziona al 160esimo posto, lontanissimo non solo dalla testa ma anche dalla media europea che è al 47esimo posto. Ciò significa che sul fronte dei processi civili e della giustizia amministrativa il nostro Paese non è solo lontano dal resto del mondo, ma soprattutto dagli altri Paesi dell’Unione. D’altronde è da tempo noto a tutti che uno dei freni più importanti all’arrivo anche di investimenti stranieri in Italia è proprio rappresentato dal timore che molti operatori esteri nutrono, di dover mettere in conto tempi biblici per la risoluzione di dispute commerciali ed economiche. La giustizia civile rappresenta dunque una vera palla al piede per il nostro Paese e quindi non potrà che stare ai primi posti di una futura agenda politica che voglia davvero rilanciare il nostro sviluppo economico.

A seguire poi, in questa poco edificante classifica abbiamo il problema del pagamento delle imposte. Una categoria che ci vede al 131esimo posto della classifica di Doing business 2013, altro indizio che la questione della pesante pressione fiscale che subiscono le attività economiche in Italia è un tema che andrà prima possibile affrontato e risolto. Ci sono poi le difficoltà di allacciarsi alla rete energetica, una problematica che ci vede al 107esimo posto. D’altronde il costo troppo elevato dell’energia è un altro dei mali che colpiscono il nostro sistema produttivo  e che da tempo chiede di essere affrontato e risolto. L’Italia è poi al 104esimo posto per quanto concerne invece l’accesso al credito, un’altra delle piaghe che affligge i nostri imprenditori, ai quali spesso  risulta quasi proibitivo poter chiedere un semplice fido in banca per proseguire o far nascere un’attività produttiva. Deludente è anche il fronte della richiesta e ottenimento dei permessi edilizi, con l’Italia ferma al 103esimo posto, ben lontana dunque dalla vetta. Infine un’ultima notazione riguarda le procedure di avvio di un’azienda, un tema che tra tutti, sta particolarmente a cuore ai milioni di giovani che vorrebbero intraprendere un’attività imprenditoriale. Ebbene l’Italia si posiziona all’84esimo posto, un rango di retroguardia che ci fa ricordare d’altronde quanto complicata e macchinosa possa essere la trafila burocratica per ottenere permessi e concessioni governative. Eppure in questo senso qualche tempo fa in Parlamento era stata presentata un’iniziativa legislativa che mirava a concedere l’apertura di un’impresa in sette giorni. Come al solito non se ne fece nulla, ma sarà il caso che la nuova legislatura che presto nascerà riprenda il filo del discorso proprio da lì.

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