13mar

Fare sport in compagnia, sempre e ovunque. Ecco la rivoluzione di Crank Up

Cercare qualcuno per fare attività sportiva insieme quando sei lontano da casa, o magari quando i tuoi amici ti hanno dato buca. E’ partendo da questa necessità che Francesco Pasotti, giovane imprenditore bolognese, ha deciso di dare vita al sito Internet Crank Up, una piattaforma la cui funzione è proprio quella di mettere in contatto appassionati di sport. “Tutto nasce dal mio precedente lavoro – racconta all’Arancia Francesco – quando in qualità di manager di un’azienda locale, mi ritrovavo spesso in missioni all’estero. Essendo da sempre un grande sportivo mi risultava sempre difficile trovare qualcuno con cui praticare una delle tante attività a cui sono appassionato. Da qui l’idea di creare un luogo nella Rete che potesse risolvere questo problema”. Il progetto prende corpo nell’estate del 2011 e a dicembre il sito è già online. Non solo, l’idea imprenditoriale presenta delle prospettive così interessanti di crescita, che Francesco decide di mollare il suo vecchio lavoro e di dedicarsi, neanche trentenne ancora, totalmente alla sua creatura.

“Utilizzare Crank Up è semplice – spiega – basta entrare nel sito ed iscriversi, specificando l’attività sportiva che si è interessati a praticare in compagnia, insieme al luogo dove si progetta di farlo. Per il momento abbiamo attivato tre categorie: quella dei runner, quella dei ciclisti e quella dedicata al triathlon”. Una selezione iniziale obbligata per cominciare a raccogliere intorno al sito un po’ di utenti. “In generale infatti – dice Francesco – indipendentemente dallo sport che si pratica, tutti svolgono un’attività di allenamento di base, che spesso si traduce ad esempio proprio nel jogging o nella corsa in bici. Con il tempo ovviamente l’intenzione è di allargare lo spettro di attività praticabili in compagnia”. E per il momento questa strategia dei piccoli passi sembra funzionare.

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“Abbiamo già raggiunto la quota di 4mila iscritti – sottolinea il giovane imprenditore – e registriamo una significativa crescita giornaliera di utenti. Ci tengo tra l’altro a sottolineare che in nessun modo vogliamo fare concorrenza a siti che ad esempio si occupano in maniera specifica di organizzare partite di calcio e calcetto. In Italia esistono su questo fronte almeno 50 siti diversi che già lo fanno. Noi vogliamo invece far ritrovare le persone in giro per il Paese o anche all’estero, ovunque si trovino dunque, indipendentemente da una struttura, un campo o una pista, in cui fare sport”. Una sorta di vero e proprio social network dello sport potremmo definirlo, che punta a fare strada e che da qualche tempo si è anche costituito in società.

“Io e il mio socio Andrea Setti – racconta Francesco – nel febbraio del 2012 abbiamo costituito una snc, una società in nome collettivo. Una scelta forse un po’ avventata, frutto anche di consigli tecnici non proprio adeguati. Oggi infatti stiamo ripensando alla formula societaria, e vorremmo optare per una srl, magari anche di natura semplificata. Una decisione che in ogni caso arriverà nelle prossime settimane”. E ancora da definire è anche il sistema di finanziamento dell’impresa. “Per il momento – fa notare Francesco – siamo in completa autogestione e abbiamo già investito circa 15mila euro. Siamo però alla ricerca di qualche investitore che decida di puntare sulla nostra idea”. Molto dipenderà dai ricavi che Crank Up riuscirà a generare. “Nelle nostre intenzioni i soldi dovrebbero arrivare dalle pubblicità online, ossia dai classici banner, e da un sistema di iscrizione premium che ci permetterà di fornire servizi speciali. Ad esempio, stiamo pensando ad una sorta di file di utenti ai quali garantiremo l’iscrizione ad eventi sportivi, tipo maratone cittadine, in maniera semplificata, grazie ai dati anagrafici che ci hanno fornito. In questo modo noi otterremmo dagli organizzatori degli eventi sportivi un ritorno economico in cambio dell’iscrizione facilitata di un certo numero di partecipanti”.

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Insomma, le idee non mancano e siamo convinti che di certo qualche investitore non potrà non prendere in considerazione le potenzialità di sviluppo di un sito come Crank Up. “Dispiace solo – aggiunge Francesco – che spesso fondi di venture capital con cui abbiamo parlato, ci abbiano chiesto garanzie di ritorni economici spropositati, del tipo: investo uno e mi ritorna cento o mille. Sarebbe ora che capissero che di idee mirabolanti come Facebook ne nasce una ogni tanto, noi invece cerchiamo di fare cose serie prevedendo di guadagnare il giusto”. Una filosofia che ci sembra adeguata ai tempi e dunque il nostro augurio a Francesco e Andrea è di non mollare insieme a un grosso “Crank Up”, che in inglese significa proprio “dacci dentro”.

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