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Fattore Italia – Campania e Agricoltura

“Fattore Italia” è la nuova serie de L’arancia, un viaggio in Italia per capire come stanno vivendo in questo momento i settori storicamente legati ad alcune regioni, e come le nuove realtà cercano di imporsi sul mercato nazionale. Ogni regione verrà analizzata, unendo le esperienze dei giovani ai pareri di chi è nel campo da più tempo e ai consigli degli esperti sul tema.

 

Dopo le prime tre puntate dedicate ad hi-tech, artigianato e turismo, il nostro viaggio fa tappa in Campania alla scoperta dell’agricoltura. La Campania è diversa dalle altre regioni del Mezzogiorno, al suo interno sono presenti circa 28 prodotti tra DOC, DOCG e DOP, a cui si aggiungono oltre 300 prodotti tradizionali. Agroalimentare in Campania significa tante cose, biodiversità, mozzarella di bufala, ricotta, economie locali, griselle, agroalimentare e pomodori di San Marzano, ma anche (e a volte soprattutto) lotta alla criminalità organizzata, riscoperta delle tradizioni e speranza nel futuro.

 

In questo episodio abbiamo percorso le zone che circondano Napoli e Salerno, alla ricerca dei giovani che hanno deciso di investire in questa filiera. Lungo la strada abbiamo incontrato Domenico Palmieri dell’Azienda Agricola Palmieri, una realtà che è anche presidio Slow Food e che negli anni ha deciso di specializzarsi nella produzione di cacio e ricotta di capra, Marialuisa Squitieri, dell’Azienda Agricola Madrenatura, con bottega bio nel centro di Napoli, il re della pizza Gino Sorbillo, Giuliano Ciano e Fabio Esposito di Fuori di Zucca, Marilena Aufieri delle Cantine Bambinuto e Massimo Rocco, della Cooperativa Libera Terra, nelle Terre di Don Peppe Diana per la produzione di mozzarella di bufala campana.
Alla fine abbiamo affrontato il tema anche con i nostri esperti, l’Assessore all’Agricolture Daniela Nugnes e Gaetano Pascale, Presidente di Slow Food Campania, e con loro abbiamo cercato di capire cosa significa vivere le sfide e le debolezze di un’offerta agroalimentare che oggi, nel 2013, non significa solo ‘economia’, ma anche tradizione, sfida alla criminalità organizzata e futuro.

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