13nov

Fatturare allo Stato? È una bella impresa. Ma adesso qualcosa cambia.

Un passo verso l’efficienza della nostra pubblica amministrazione e, soprattutto, una boccata d’ossigeno per tutte le nostre aziende, soprattutto quelle piccole e medie. È stato salutato così il recepimento da parte del governo Monti di una direttiva europea che impone allo Stato di saldare i propri debiti entro e non oltre i 30 giorni. Una misura la cui adozione, arrivata oltretutto in ritardo rispetto a numerosi altri Paesi dell’Unione dove è legge da tempo, ai più è apparsa come un imprescindibile atto di civiltà. Lo spettacolo a cui infatti da anni ormai si assisteva vedeva tempi medi di attesa per veder saldate le proprie fatture che andavano dai 180 ai 190 giorni, con punte addirittura di 1.500 giorni nel Sud. Un meccanismo infernale che spesso rappresentava un vero e proprio cappio al collo soprattutto per le piccole e medie aziende fornitrici della pubblica amministrazione, che spesso purtroppo a forza di aspettare rimanevano strozzate.

Uno scenario ancora più sconfortante se si pensa che negli altri Paesi europei i tempi di attesa sono già oggi di tutt’altra natura: si va dai 24 giorni da record della Finlandia ai 36 della Germania fino ai circa due mesi della Francia, che pure dunque dovrà intervenire. Resta il fatto comunque che l’Italia languiva ben ultima in questa poco edificante classifica, superata anche da Spagna e Grecia, che fanno registrare tempi di attesa rispettivamente di 160 e 174 giorni.

Dunque d’ora in poi dal momento dell’emissione della fattura non potranno passare più di 30 giorni prima che un ufficio della pubblica amministrazione saldi il conto. Uniche eccezioni sono state concesse a particolari strutture, come asl, ospedali e imprese pubbliche, per le quali il termine è stato allungato a 60 giorni. Tra l’altro il provvedimento prevede che le stesse regole debbano valere anche nei rapporti tra privati, anche se in questo caso le parti possono accordarsi in maniera libera per termini di pagamento diversi.
Tutto bene dunque? Sì certo, ma solo per il futuro però. La norma in questione infatti andrà a regime dal primo gennaio 2013 e garantirà la correttezza dei tempi per tutte le transazioni future. Resta però pesante come un macigno tutto il pregresso. Stiamo parlando di un debito vantato dalle aziende private nei confronti di enti pubblici pari a circa 100 miliardi di euro, la cui estinzione è ancora lungi dall’essere attuabile in tempi brevi. Per questa massa di pagamenti si stanno studiando possibili soluzioni ad hoc, che vanno dall’intervento della Cassa depositi e prestiti alla concessione di titoli statali da poter scontare in banca. In ogni caso soluzioni che richiederanno tempi lunghi. Resta la consolazione comunque che almeno per il futuro, soprattutto le piccole e medie aziende, potranno ora lavorare con più garanzia anche per lo Stato.

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