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Francia, più start-up e meno grandi imprese

La Francia si muove, almeno per le piccole imprese e l’economia reale.

 

Come avevamo raccontato ieri, la Francia è uno dei pochi paesi che negli ultimi anni ha visto crescere il numero di imprese: non solo le start-up tecnologiche ma anche le piccole società nate nel post-crisi, grazie agli incentivi e alle politiche messe in atto negli ultimi anni.

Adesso arriva una serie di nuovi provvedimenti che dovrebbero ulteriormente favorire chi vuole mettersi in proprio.

Oggi Palais Matignon, sede del primo ministro  Jean Marc Ayrault, annuncia infatti più di 200 misure per la semplificazione della burocrazia e di sostegno all’impresa. Vediamo nel dettaglio: per i privati si allungano i tempi della carta d’identità, che passa da 10 a 15 anni; passaporti e permessi di soggiorno si potranno chiedere  e ottenere online; i buoni pasto saranno elettronici e utilizzabili tramite smart-phone.

Per le imprese, le misure sono più specifiche.

Per le piccole e medie imprese si prevede una semplificazione dei bilanci e degli oneri. Per 1,3 milioni di Pme (petites et moyennes entreprises) e microimprese (très petites entreprises) verrà semplificata la contabilità e i costi di registro verranno ridotti del 50%, una misura che punta a facilitare la creazione di 200 mila nuove imprese all’anno. A settembre il ministero dell’Economia aprirà poi un tavolo per discutere un’ulteriore semplificazione delle pratiche. Tutte misure che verranno finanziate attraverso il taglio dei mega incentivi a pioggia alle grandi imprese (3 miliardi di tagli e rimborsi fiscali).

Per la Francia si tratta di una nuova ondata di facilitazioni per le imprese

In aprile infatti il presidente della Repubblica François Hollande aveva annunciato misure come l’abbattimento fiscale dell’85% delle tasse per i creatori di impresa che vendono la loro società (una misura fortemente facilitante le start-up) oltre a un’idea che potrebbe facilitare ulteriormente chi decide magari di abbandonare il posto fisso lanciandosi sul mercato, quella di “dare una seconda chance” agli imprenditori; chi non avrà onorato i debiti o avrà registrato fallimento una volta sola non finirà più nell’albo dei cattivi pagatori della Banca di Francia. Inoltre, uno strumento che è servito molto è quello del credito d’imposta sulla ricerca (Cir) insieme al credito d’imposta sull’innovazione (Cii).

 

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