08apr

Giovani imprenditori al Vinitaly: cosa aspettarsi dal settore

A Verona si sta svolgendo una delle fiere più importanti di un settore che da sempre vede l’Italia protagonista, il Vinitaly, giunto alla 48esima edizione.

Quello vinicolo è decisamente un settore importante per l’Italia: nel 2013 le esportazioni sono aumentate del 7,6%, confermando il primato delle esportazioni.

Ma la fiera ha decisamente un respiro internazionale, con la creazione di una sezione dedicata ai produttori stranieri chiamata Vininternational – International wine production, con oltre 70 Paesi presenti a presentare le proprie specialità.

Il focus della manifestazione resta comunque il vino italiano, e cosa lo Stato fa per aiutare le imprese in questo settore.

Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha annunciato prima dell’inizio della manifestazione che i fondi destinati al vino ammonteranno a 1,685 miliardi nel quinquennio 2014/18. Una media di 337 milioni l’anno, destinati per il 30% alla promozione e il restante all’innovazione dei vigneti e al rinnovamento delle imprese già esistenti.

Ma come funziona per i giovani imprenditori del vino?

La Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) ha stilato un ritratto dei giovani viticoltori: hanno tra i 25 e i 36 anni, hanno un’istruzione medio alta, parlano inglese, sanno usare internet, e il 60% di loro si occupa di vini dopo aver rilevato l’azienda di famiglia. Gli imprenditori del settore under 40 sono 24.500, 3.600 con cantina propria, una vera forza che però resta ridotta rispetto alla situazione generale: solo il 5-6 % dei titolari di imprese vinicole hanno meno di 40 anni.
 
E questi giovani hanno anche poca visibilità nelle vetrine canoniche del mercato. La Cia ha organizzato una giornata apposta per loro al Vinitaly, cercando di spronare queste realtà ad agire in mercati internazionali ancora relativamente freschi, come ad esempio quello asiatico.
 
Sono tanti i punti su cui agire per migliorare l’attività di questi giovani, e in generale di chi vorrebbe avvicinare a questo mercato, ad esempio costruire una realtà più dinamica con una burocrazia alleggerita – un discorso applicabile a molte realtà imprenditoriali, che però in questo caso ha un peso ulteriore: nel decennio 2000-2010, le aziende vinicole sono dimezzate rispetto alle 791mila del 2000. La Cia ha raccolto firme durante la manifestazione per chiedere allo Stato italiano di diminuire i costi della burocrazia per queste aziende
 
L’augurio è che il successo della fiera e la prospettiva dell’Expo dedicato al cibo possano portare nuova linfa a questo mercato.

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