27feb

H-Farm, l’incubatore più amato dal premier

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Non succede spesso che un presidente del consiglio alla sua prima uscita pubblica scelga un incubatore certificato di start-up. È successo ieri, con Matteo Renzi che come primo atto del suo mandato si è recato in visita a H-Farm, a Roncate, in provincia di Treviso.

H-Farm non è un incubatore qualsiasi.

La H che forma il nome del progetto sta per human e vuole sottolineare l’obiettivo generale di creare iniziative che semplifichino l’esperienza d’uso. Il concetto di Human è esteso anche alle persone che lavorano all’interno di H-Farm. Farm perché gli oltre 350 ragazzi, immersi nel verde della Tenuta di Ca’ Tron, una antica tenuta agricola affacciata sulla laguna di Venezia, perfettamente ristrutturata, possono godere di un ambiente accogliente, in grado di favorire la contaminazione e la condivisione di conoscenza. L’obiettivo primario è favorire la nascita di progetti che semplifichino l’utilizzo degli strumenti e dei servizi digitali a persone e ad aziende, supportando queste ultime nella trasformazione dei loro processi in ottica digitale.

 

All’interno di H-Farm sono nate realtà come H-art, H-care, H-umus, H-play,  Zooppa.com. H-Farm offre alle imprese che nascono al suo interno l’opportunità di concentrarsi sul loro business e sulle relazioni con partner esterni, senza preoccuparsi di aspetti amministrativi e finanziari. In cambio l’incubatore controlla inizialmente una larga parte del pacchetto azionario e favorisce poi la diffusione del restante tra investitori e dipendenti dell’azienda stessa.

 

H-Farm da sempre guarda all’estero con l’obiettivo di affermare e validare il proprio modello attraverso il confronto con i mercati globali.

 

Nel corso degli anni la società è cresciuta e ha aperto sedi negli Stati Uniti, in India e nel Regno Unito mantenendo però un forte legame con il territorio d’origine dove ha luogo la sede principale, cuore pulsante di tutto l’ecosistema, che punta a creare una “Ca’ Tron Valley”, una piccola Silicon Valley locale.

«È semplice – ha detto Riccardo Donadon, 42 anni, fondatore di H-Farm – cerchiamo idee, le valorizziamo facendole crescere e le rivendiamo». Il ciclo di incubazione presso H-Farm è di tre anni. Dopo i quali l’azienda viene venduta a un partner industriale o finanziario per completare il percorso di crescita. Ma la sede della società deve restare a Ca’ Tron.  Il patron di H-Farm è un imprenditore sui generis, un “imprenditore seriale” che ieri ha mostrato la sua “tenuta” esemplare al premier Matteo Renzi ma che ha un curriculum raro per il panorama italiano: già fondatore del primo centro commerciale virtuale Italiano, Mall Italy Lab e poi di E-tree, una delle società di riferimento in Italia nel ambito dei servizi web.

 

Dal 2005 è il patron di H-Farm, il cui successo è in alcuni numeri: 350 persone a lavorare al suo interno, 52 le start-up incubate in nove anni , 7 exits cioè iniziative di successo che hanno venduto, 7 come i  buildings cioè 7 rustici ristrutturati nella tenuta trevigiana. Certo, la modernità in campagna trevigiana non è un’idea nuova: qualche decennio fa un imprenditore dei maglioni colorati restaurava antiche ville da queste parti. Ma l’idea di un incubatore globale con cuore locale in mezzo alla campagna fa sembrare Donadon un Brunello Cucinelli del web: da cui forse anche l’interesse del premier che è venuto a omaggiarlo di persona.

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