11set

I 1000 giorni dell’innovazione agricola

È deciso, nei prossimi 1000 giorni il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali favorirà l’innovazione (manco a dirlo) nel settore agricolo e agroalimentare. I punti in programma sono diversi, e articolati, ma l’obiettivo è uno: sostenere le esportazioni delle nostre eccellenze, in altre parole, del Made in Italy.

 

Ma ecco il piano nel dettaglio, a partire dalle start-up:

 

Coltivare innovazione e start-up

Obiettivo: aumentare il tasso di innovazione nel settore agricolo e agroalimentare (in unità d’impresa dalle attuali 48.000 a un totale ideale di 60.000). Data di scadenza: 2015. Il programma prevede la valorizzazione di tutta una serie di nuove imprese e lo sviluppo di un network nazionale dedicato.

 

“Quota 50” per l’export entro il 2020
Obiettivo: portare il volume dell’export del Made in Italy agroalimentare da 33 a 50 miliardi, e tutto entro il 2020. Le prime misure per raggiungere questo traguardo sono inserite nello Sblocca Italia.Il progetto prevede la creazione di un segno distintivo unico per le produzioni agroalimentari italiane, qualcosa che ci renda unici (e riconoscibili) anche in vista di Expo 2015. Per questo anche si sta pensando al rafforzamento delle misure di contrasto a chi cerca di fare dei nostri marchi, copie a basso costo da sparpagliare sul mercato.

 

La nuova Pac e il futuro dell’agricoltura italiana
La nuova Politica agricola comune europea varrà per l’Italia un totale (circa) di 52 miliardi di euro, da qui fino al 2020. Circa 27 miliardi di euro totali (4 miliardi di euro l’anno) saranno a disposizione dell’Italia per gli aiuti diretti del I Pilastro (Pagamenti diretti). Circa 21 miliardi di euro (3 miliardi di euro l’anno) andranno messi a disposizione del settore agricolo per finanziare le misure del II Pilastro (Sviluppo rurale). Poi andrà aggiunta una quota relativa ai finanziamenti dell’OCM (Organizzazione comune di mercato) di circa 4 miliardi di euro.

 

L’agricoltura italiana per Expo Milano 2015
Le aree di intervento previste per Expo 2015 saranno sette. Ci saranno il Padiglione del Vino italiano, le filiere agroalimentari e delle “Eccellenze italiane” ed eventi specifici dedicati alle produzioni di qualità (DOP e IGP), al biologico e alla promozione di un segno unico distintivo per l’agroalimentare italiano. Poi ci sarà spazio anche per progetti di start-up, con un master per 100 giovani neolaureati in discipline riferibili al settore agricolo e agroalimentare (il tutto con l’aiuto delle università ISMEA e CRA).

 

Terrevive: i terreni dello Stato tornano all’agricoltura
Sono stati individuati 5.500 ettari di terreno di proprietà statale da affittare o vendere a uso agricolo, primi, tra i potenziali acquirenti o affittuari, i giovani. Le procedure trasparenti per l’affitto sono appena partite, almeno per il 20% dei terreni, e la vendita attraverso il sito dell’Agenzia del Demanio.

 

Innovazione e ricerca
Per coordinare gli investimenti nazionali e regionali dei prossimi 7 anni verrà stato predisposto un piano nazionale della ricerca e dell’innovazione in campo agroalimentare, un’iniziativa che prende in considerazione quasi un miliardo di euro di fondi comunitari agricoli, ai quali andranno aggiunti 4 miliardi di euro previsti da Horizon 2020 (e forse non solo).

 

Piani operativi nazionali
Occorre ragionare la gestione operativa dei 4 piani operativi nazionali già approvati con il secondo pilastro, quello dello Sviluppo rurale, all’interno della nuova Pac 2014/2020. I piani riguarderanno 1) la rete rurale per 100 milioni di euro, 2) la gestione dei rischi per 1,6 miliardi di euro, 3) la biodiversità animale per 200 milioni di euro e 4) il piano irriguo per 300 milioni di euro.

 

Piano per il patrimonio forestale
Entro settembre poi dovranno approvare il programma operativo nazionale per il settore boschivo, già presentato nelle diverse regioni. Il programma punterà sul miglioramento della gestione per rafforzare la sicurezza e valorizzare il patrimonio forestale dal punto di vista ambientale ed economico.

 

Il rilancio della pesca e dell’acquacoltura
Per il comparto ittico e dell’acquacoltura verrà avviato un piano di contrasto alla crisi e di rilancio, tutelando risorse marine e reddito dei pescatori. Per questo motivo è già in atto la programmazione delle risorse 2014-2020 per un totale di 537 milioni di euro, e una task force ministeriale si è messa al lavoro per evitare (o quantomeno minimizzare) lo spreco degli ultimi fondi comunitari, quelli previsti nel periodo 2007-2013.

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