02nov

I piccoli? Vincono coi social network. Almeno in Francia.

Quando la Rete dà uno scossone alla politica. E’ diventato un caso di scuola in Francia quello dei Piccioni, i Pigeons, movimento di piccoli e piccolissimi imprenditori che grazie a Facebook e Twitter sono riusciti là dove la Confindustria locale non è riuscita. A fine settembre infatti alcuni imprenditori hanno fondato il gruppo dei “Pigeons” su Facebook (in italiano l’equivalente sarebbe qualcosa come “i polli”), per protestare contro una nuova tassa introdotta dal governo di Jean Marc Ayrault. L’imposta colpisce duramente i piccoli imprenditori perché porta la tassazione sulla vendita di rami d’impresa dal 19 al 60 per cento, colpendo soprattutto i settori più innovativi dell’industria e le start-up: laddove la dinamicità del settore sta proprio nel vendere imprese per fondarne di nuove. Il movimento dei Piccioni in un mese ha conquistato la prima pagina del Financial Times e tutti i principali quotidiani francesi; in primo luogo perché è riuscito a centrare un obiettivo politico; il governo si è infatti impegnato a ritirare la nuova tassa. Ma soprattutto ha colpito un nervo scoperto della Francia, un paese dove ancora vige una certa cultura anti-mercato che tende a penalizzare il concetto stesso di profitto. Lo ha detto un economista vicino ai socialisti come Jacques Attali, amico e consigliere del presidente Hollande; in una trasmissione tv Attali ha detto di “voler difendere pubblicamente i Piccioni. Considero la tassazione sulle vendite di impresa un’idea pessima. Come penso che la tassazione del 75 per cento sui redditi alti sia un disincentivo al successo. Bisogna dire basta a questa attitudine a considerare i ricchi come un ostacolo alla società, a considerare il successo come negativo”. Il riferimento è anche all’aliquota maxi che colpisce le grandi ricchezze. Ma se alla protesta di milionari come Bernard Arnault, patron di Lvmh, in pochi hanno reagito, quando a scendere in campo sono stati i piccoli il consenso è stato immediato. Settantamila fan su Fb, oltre novemila followers su Twitter (@defensepigeons) sono i numeri della protesta.

Il settimanale The Economist ha sostenuto che il successo dei Piccioni deriva dal fatto che “i francesi sono ambivalenti sull’impresa. Nei sondaggi non ci sono mai industriali tra le personalità più in vista, e nei libri di scuola non ci sono mai esempi di storie imprenditoriali di successo. I Piccioni potrebbero portare un po’ di simpatia verso il mondo dell’impresa”. Patrick Robin, uno dei Piccioni, conferma: “lavoriamo sei giorni alla settimana, non abbiamo nessuna assicurazione sul futuro, rischiamo del nostro e se va bene creiamo sviluppo e occupazione, ma ci trattano come padroni delle ferriere”. Adesso i Piccioni, ottenuto il loro risultato, si sono dissolti. Il gruppo su Fb è stato chiuso e un comunicato spiega che “abbiamo ottenuto i risultati che volevamo, ma ci riserviamo di continuare la battaglia in altro modo”. Come? Con un partito politico? Staremo a vedere. Intanto la società francese (e non solo) è rimasta contagiata da questa forma atipica di protesta. Un gruppo di Piccioni è nato in Belgio, e in Rete continuano a formarsi nuovi gruppi di piccoli che cercano un modo di dialogare tra loro e confrontarsi con le istituzioni. Il caso francese, vedremo con quali sviluppi, rappresenta un interessante precedente nato in maniera del tutto virale e con obiettivi pragmatici, non ideologici.

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