28giu

I sapori di casa Mia

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È uno store biologico, ma anche un ristorante, dove tutto è in vendita (compreso l’arredamento).

Si chiama Mia Market, e dal centro di Roma si sta espandendo verso Berlino e Bruxelles. Mia Market è l’idea di Emilia Petruccelli, 38 anni, salernitana, una storia significativa per l’Italia di oggi: ingegnere, titolare di un master in business administration alla Bocconi, con un’esperienza lavorativa alla Banca Mondiale, ha deciso poi di “mettersi a giocare con frutta e verdura”, come racconta a L’Arancia.

 

Correva l’anno 2008 e Emilia insieme a un gruppo di creative e food designer mette su il primo punto vendita in via Panisperna, nel cuore storico di Roma. Un piccolo negozio-atelier con la frutta esposta in casse di legno, mobili di design, insalate e piatti caldi da mangiare in quello che sembra il salottino di una eccentrica casa di campagna inglese o nordeuropea. Alle pareti, vecchie pagine di riviste dedicate a ricette o a pubblicità alimentari. Si può scegliere se portarsi a casa una frittata, un’insalata o delle polpette rigorosamente bio; oppure mangiarle lì, col sottofondo di una buona musica.

Il motto infatti è “il fruttivendolo in salotto”, ma è anche di più, posti accoglienti dove andare semplicemente per mangiare un muffin o per partecipare a un corso dedicato al pane o alle frittelle.

 

“E’ un modello che piace moltissimo soprattutto agli stranieri” dice Emilia, e in effetti il primo dei loro punti vendita è in un punto molto strategico per la città; gli altri sono in zone diverse, uno a via Marche, vicino a via Veneto, uno a via Tuscolana. “Poi ci sono i due cantieri di Berlino e di Bruxelles”, dice sempre Emilia.

 

Due posti scelti non a caso, in situazioni molto diverse ma con caratteristiche comuni: intanto la forte presenza di italiani, che non rinunciano al cibo sano e di qualità; poi, un mercato immobiliare non proibitivo; infine, non ultimo, anche costi del lavoro molto più bassi, “perché in Italia quello che il lavoratore porta a casa in busta paga è vicino alla metà di quanto gli paga il datore di lavoro, al contrario della Germania dove le tasse non incidono più del 50%”.

 

Il modello di business di Mia Market è semplice ma innovativo: vendita di prodotti a marchio proprio e di terzi, e gastronomia fresca con uno schema a raggiera, con un punto vendita che fa anche da cucina (nel caso romano quello di via Marche, capitanato dalla sorella di Emilia, Enrica) e che poi distribuisce la gastronomia anche agli altri.

I locali hanno tutti lo stesso concept, sono caratterizzati da un’atmosfera semplice e moderna, intima. Non superano mai i 50-60 metri quadrati.

“All’inizio”, racconta Emilia, “ci appoggiavamo a un forno che ci forniva la gastronomia, ma poi abbiamo deciso di investire in una cucina nostra”. Il successo è stato notevole: tanto che ora Emilia e suo marito, che è suo socio nell’impresa (anche lui ingegnere) puntano a creare una piccola rete di franchising. E poi a sbarcare all’estero. “Il punto vendita di Berlino, che sarà nel quartiere di Pankow, sarà più grande, di circa 150 metri quadri, perché prevede anche la vendita di piante da frutta” dice Emilia, che per accompagnare la crescita della sua società, attualmente in attivo, punta a passare presto dallo statuto di sas a quello di srl.

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