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Il Cloud alla conquista dell’Italia

In un contesto come quello attuale in cui la crisi dei mercati influenza tantissimo le piccole e medie imprese del nostro Paese, il settore del Cloud computing rappresenta uno degli ambiti più positivi. In Italia, secondo quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano, la crescita legata al settore del Cloud ha già superato quella della Information and Communications Technology che tradizionalmente è più comune e diffusa, e soprattutto accettata dalla classe media imprenditoriale italiana.

 

Riguardo al Cloud, i numeri parlano di un mercato che vale circa 493 milioni di euro, ma il dato più importante riguarda il cambio di rotta di molti imprenditori.

All’alba del 2013 molti sembrano aver deciso di investire in un settore informatico innovativo, almeno per noi, puntando tutto sui potenziali benefici di un mondo che in Europa sembra a tutti gli effetti ancora da scoprire.

 

Il Cloud computing è un insieme di tecnologie che permettono di memorizzare, archiviare ed elaborare dati in maniera rapida ed efficiente. Offre grandi opportunità, dalla riduzione dei costi e del time-to-market, alla capacità di creare nuove fonti di reddito.

Un esempio? IBM a inizio giugno ha aggiornato molti dei suoi prodotti per aiutare le aziende nel percorso di adozione del cloud computing proprio in direzione degli ambienti che più di altri possono esserne interessati. Ad oggi il cloud viene utilizzato molto negli Stati Uniti. In America la sua affermazione è avvenuta circa tre anni fa, e la sua implementazione interessa almeno la metà delle aziende presenti sul territorio. In Europa questa percentuale scende al 20 percento, per arrivare al 13 in Italia. Nonostante questo, nel nostro Paese, la spesa di Cloud computing nel 2012 è salita del 12 percento nelle grandi imprese, e del 16 percento nelle Pmi. Rispetto agli altri Paesi però l’evoluzione resta inferiore alle aspettative, e a conti fatti l’Italia cresce dell’8 per cento in meno dei Paesi più disposti ad evolversi in direzioni informatiche. E non parliamo solo di India, Cina, Russia e Brasile, ormai grandi e affermati competitor sul fronte tecnologico e informatico, ma anche di Indonesia, Argentina, Turchia e Messico, i cui dati mostrano tassi di sviluppo nella spesa Cloud nell’ordine del 25-30 per cento. Loro ci credono molto, noi sembriamo più restii, e il risultato è che le loro percentuali finiscono per essere triple rispetto a quella italiana.

 

Le radici di questa differenza stanno anche e soprattutto nei diversi obiettivi che un Paese ha rispetto a un altro. Negli Stati Uniti ad esempio si punta tantissimo sull’immediatezza dell’innovazione. Obiettivo primario è sempre migliorare le prestazioni, la resistenza e l’efficienza. In Europa non è così, e l’obiettivo principale è la riduzione dei costi, sempre e comunque. Oltreoceano questa ragione si colloca solo al quarto posto, e forse, un motivo c’è.

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