27ago

Il credito e le imprese, un rapporto che non va (ancora)

“Nel secondo trimestre del 2014, rimane critica la capacità finanziaria delle imprese del terziario che, nella maggioranza dei casi (48%), risultano ancora in difficoltà a fronteggiare autonomamente il proprio fabbisogno finanziario (nel trimestre precedente erano il 53%).”

 

Non ci siamo, non ancora. Quello del credito e delle imprese, in Italia, è un rapporto difficile. L’Osservatorio Credito Confcommercio sulle imprese del commercio, del turismo e dei servizi ne ha pubblicato i dati relativi al secondo trimestre del 2014, e i risultati non sono proprio buoni, anzi.

 

La stretta creditizia non diminuisce, le imprese chiedono aiuto, ma difficilmente gli viene concesso, e allora succede che o chiudono o tirano avanti come possono, e questo vale soprattutto per quelle piccole, come le start-up, e quelle del Sud, dove l’accesso a prestiti e fidi sono difficili (difficilissimi) e limitati.

 

“A fronte di un leggero incremento del numero di imprese che si sono rivolte alle banche per chiedere un fido (dal 14,6% al 15,9%), resta ancora bassa, e su un livello non dissimile dal trimestre precedente, la quota di quelle che si sono viste accogliere le richieste di fido (26,7%) portando la percentuale di imprese effettivamente finanziate a poco più del 4%, mentre aumentano le imprese che si sono viste rifiutare in tutto o in parte la domanda di credito (dal 50,7% al 53%)”, prosegue la nota:

 

“Percentuali che nel Mezzogiorno risultano amplificate con appena 2 imprese su 100 finanziate e ben l’81% di richieste non accolte o accolte con ammontare inferiore.”

 

E tutto questo succede (o meglio, continua a succedere) in un momento in cui il Governo estende la possibilità di concedere crediti alle imprese anche alle assicurazioni e alle società di cartolarizzazione. Si tratta di un decreto (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 agosto), ma non solo. Si tratta più che altro di un salvagente che estenda la platea dei soggetti autorizzati ai finanziamenti, e quindi dia più possibilità a chi di questi finanziamenti ha veramente bisogno.

 

Insomma, l’estate è finita e settembre è quasi arrivato. Credito e imprese però, non sembrano ancora pronte a ricominciare l’anno.

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